Ustica, il libro e l'appello di Giovanardi e Baresi a Mattarella (già ministro della Difesa)

27 ottobre 2016 ore 13:09, intelligo
Un appello al capo dello Stato, Sergio Mattarella, affinchè aiuti a fare chiarezza sulla vicenda di Ustica. A lanciarlo è il senatore Carlo Giovanardi, intervenuto al convegno-dibattito “Il giudicato civile e penale e il segreto di Stato. Riflessioni sul caso Ustica”, che si è tenuto ieri a Roma.

"Nel 2000 - afferma Giovanardi - l'allora ministro della difesa, Sergio Mattarella, rispondendo ad un'interrogazione dell'On. Semenzato, confermava il fatto che se fosse stata confermata la tesi del missile alleato lo Stato italiano avrebbe dovuto pagare i 300 mln di risarcimenti per poi presentare il conto agli alleati americani o francesi". Lo stesso Mattarella oggi capo delle forze armate, prosegue il senatore, aggiungeva tuttavia che "al momento nessuna prova che gli alleati fossero coinvolti nella tragedia di Ustica era stata dimostrata". Per questo motivo, conclude Giovanardi "bisogna desecretare gli atti in cui c'è scritto chiaramente che nessuna battaglia dei cieli è avvenuta quel maledetto 27 giugno 1980". 
Ustica, il libro e l'appello di Giovanardi e Baresi a Mattarella (già ministro della Difesa)
"Con quale dignità - conclude Giovanardi - noi chiediamo all'Egitto verità per Regeni se dopo 36 anni non rendiamo note questioni decisive per sapere chi è stato ad abbattere il Dc9 di Ustica?".
“Non è giusto che i cittadini italiani sopportino di pagare errori dello Stato che però bisognerebbe fossero stati commessi”, attacca Baresi, ex deputato della XII legislatura e segretario della Commissione Bicamerale di Indagine sul Terrorismo e le Stragi, autore del libro “Ustica. Storia e Controstoria” edito da Koinè Nuove Edizioni, secondo cui “ci sono sentenze penali definitive che stabiliscono i fatti, anche sulla base di una perizia internazionale univoca. Sentenze determinate da un lavoro enorme con approfonditi dibattimenti e confronti, con 1milione e settecentomila pagine di verbali, 4000 testimoni e 272 udienze che dicono chiaramente che ad abbattere il Dc-9 dell’Itavia non fu assolutamente un missile alleato ma una bomba messa nella toilette dell’aereo”.

“Le Istituzioni preposte devono assumersi la responsabilità di mettere la parola fine a questa vicenda. Conti alla mano i risarcimenti toccheranno quota un miliardo di euro, soldi che o non devono essere pagati perchè la tesi del missile non è mai stata provata oppure devono essere richiesti agli Alleati”, continua ancora Eugenio Baresi.
Per l'ex senatore Marco Follini, intervenuto al dibattito sul segreto di stato, quello che colpisce è "una giustizia a geometria variabile, il fatto che la giustizia civile e penale parlino due lingue diverse, colpisce soprattutto  un'istruttoria così lunga". Ma soprattutto ciò che va contrastato, aggiunge Follini è "quella cappa di veleni che nasce dalll'idea malsana di riscrivere attraverso le sentenze la storia d'Italia come se fosse un cunicolo pieno di nefandezze".

autore / intelligo
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