Terremoto, il geologo Tozzi: “Niente morti per tre motivi. A chi costruisce male non dare un fico secco"

27 ottobre 2016 ore 13:53, Lucia Bigozzi
“Cosa sta succedendo? Può essere un pezzo della vecchia faglia che si trova più a nord e si è attivato adesso perché la faglia non ha scaricato tutta la sua energia oppure è una nuova faglia molto vicina, parallela, gemella”. Muove da qui l’analisi di Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico che nella conversazione con Intelligonews evidenzia alcuni punti su ciò che è successo nel Centro Italia. 

C’è grande discussione sull’esistenza o meno di una nuova faglia. Lei da ‘addetto ai lavori’ che idea si è fatto? Cosa sta succedendo negli Appennini, si fa verso una nuova conformazione morfologica oppure è lo sciame sismico del 24 agosto? 

"Cosa può essere accaduto? Sostanzialmente o è un pezzo della vecchia faglia che si trova più a nord e si è attivato adesso perché la faglia non ha scaricato tutta la sua energia oppure è una nuova faglia molto vicina, parallela, gemella, ma dal punto di vista sostanziale non cambia nulla. Potrebbe trattarsi di nuovi terremoti, non sono in senso stretto replica del terremoto precedente, anche se in qualche misura ci sono stati dei casi in cui dopo mesi, si sono avute scosse più forti delle prime: ad esempio in Friuli dopo la scossa di maggio, in settembre vi furono scosse più forti". 

Potrebbe essere anche questo il caso?

"E’ già capitato. Se intendiamo questi terremoti come repliche di quelli di Amatrice ecco che si sarebbe verificato a distanza di mesi; se invece consideriamo questi eventi come una nuova sequenza sismica, allora ci sarebbero nuove repliche. Del resto, i terremoti non si possono prevedere".

Rispetto ad agosto, questa volta non ci sono stati morti, feriti e distruzione totale come ad Amatrice, nonostante due scosse consistenti: c’è un motivo specifico? 

"Dipende da tre motivi. Il primo: dopo il terremoto di Amatrice, in quei borghi qualcuno magari ha pensato di non tornarci: Il secondo: c’è stata una scossa forte, quella di magnitudo 5,5 che ha fatto uscire la gente da casa e c’è chi ha deciso di non rientrarvi, dunque non è stato un evento nel cuore della notte che ha sorpreso le persone nel sonno. Terzo motivo: dopo il terremoto del ’97 lì si era ristrutturato". 

Terremoto, il geologo Tozzi: “Niente morti per tre motivi. A chi costruisce male non dare un fico secco'
Si può fare vera ricostruzione in un territorio in continuo movimento e fortemente a rischio come quello dove si sono verificati terremoti devastanti? 

"Certo che si può fare, ma bisogna tenere conto che va fatta su un territorio ballerino e occorre procedere con oculatezza, non devono essere fatte speculazioni".

Dal punto di vista della conformazione morfologica dell’Appennino che sta succedendo? Si stanno delineando nuovi assetti?

"Si modificano da un bel pò di milioni di anni… Non c’è alcun nuovo assetto, è sempre la stessa faccenda: è la catena montuosa che una volta sollevata perché le montagne crescono quando i blocchi continentali si scontrano, ora si sta riassestando e si riassesta piano, piano lungo l’asse appenninico e lo farà per migliaia di anni". 

Enzo Boschi considera grave che con scosse di quella entità, cioè di entità bassa, siano cadute. E’ d’accordo e perché?

"Non c’è bisogno che lo spieghi io; è un terremoto di magnitudo medio-bassa quindi non dovrebbe cadere nemmeno un cornicione. Questo indica come si costruisce e come non venga fatta manutenzione alle case; a maggiore ragione Amatrice con 300 morti in territorio scarsamente popolato. Ha ragione Boschi: è una vergogna che all’inizio del terzo millennio in Italia muoiano persone per un terremoto di magnitudo 6".  

In Rete c’è chi maliziosamente sospetta che questa osservazione sia propedeutica al tema dei rimborsi da riconosce o meno per i proprietari di prime e seconde case. Qual è la sua valutazione?  

"Se tu hai fatto la casa male, in un territorio classificato 'zona 1', io non ti do un fico secco… magari ti sei fatto la cucina da ventimila euro anziché mettere denari nella ristrutturazione sismica della sua casa. Basta con questa storia, non se ne può più". 

Alla luce di questi eventi nella stessa area dell’Italia centrale, la politica dovrebbe valutare anche l’opzione di un trasferimento dei centri abitati in territori più sicuri? 

"Questo vale per casi molto sporadici. Si può vivere in un territorio in cui si verificano terremoti a magnitudo 6, però devio costruire bene. Poi ci sono dei posti particolarmente pericolosi, ad esempio Pescara del Tronto è stata rasa al suolo probabilmente perché appoggiava su terreno molli che hanno amplificato le onde sismiche, ma questo vale indipendentemente dai terremoti e se lo sai, magari ti puoi spostare un po’, tuttavia normalmente puoi vivere in quei luoghi senza doverti spostare. Quando si parla di alluvioni o vulcani allora ti devi spostare, non puoi farci niente, ma nel caso dei terremoti è la costruzione che conta". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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