Istat, fiducia su per imprese e giù per consumatori: cosa sta succedendo

27 ottobre 2016 ore 16:46, Luca Lippi
Ci risiamo, ancora una volta la fiducia delle imprese sale mentre quella dei consumatori scende. Sono variazioni esiziali, nulla di particlraente preoccupante, ma il controsenso c’è.
Una domanda per chiarire meglio il concetto: come potrebbe un imprenditore produrre se non avesse dalla sua il mercato pronto ad assorbire la sua produzione?
Nella domanda si nasconde il controsenso! Intanto vediamo nel dettaglio la rilevazione dell’Istat sull’indice di fiducia.
L’ultimo resoconto dell’Istat sull’andamento della fiducia dei consumatori mostra da un lato la fiducia delle imprese che registra una crescita (è il secondo aumento mensile consecutivo), dall’altro l’Istituto rileva un nuovo peggioramento per quella dei consumatori (è il terzo mese consecutivo).
Nel dettaglio, l’indice che misura la fiducia dei consumatori passa dai 108,6 punti di settembre ai 108 di ottobre (ad agosto si è passati a 109,1 punti dai 111,2 di luglio). Un calo legato alla contrazione di tutte le componenti, meno il clima futuro che nel periodo considerato dall’analisi passa da 112,8 a 114,3.
Il clima economico scende infatti a 127,4 punti ad ottobre dai 128 di settembre, quello personale perde 2,3 punti, passando da 102,8 a 100,5, mentre quello corrente riporta la contrazione maggiore, passando da 106,8 a 102,8. Peggioramenti hanno interessato poi le attese sulla situazione economica dell’Italia (da -18 a -19), le opportunità attuali di risparmio (da 128 a 96) e le opportunità attuali all’acquisto di beni durevoli (da -54 a -55). Migliorano invece le attese sulla disoccupazione (da 29 a 31 punti), i giudizi sulla situazione economica attuale della famiglia (da -37 a -34) e le attese (da -10 a -7), i giudizi sul bilancio familiare (da 4 a 6) e le possibilità future di risparmio (da -37 a -35). Stabili i giudizi sulla situazione economica dell’Italia (a -52).

Istat, fiducia su per imprese e giù per consumatori: cosa sta succedendo

Buone notizie invece dalle imprese, per le quali l’indice di fiducia sale per il secondo mese consecutivo, passando da 101,2 a 102,4 (era a 99,6 punti ad agosto). Entrando nel dettaglio, le tabelle mostrano un aumento per tutte le principali tipologie di aziende considerate, tranne che per quelle del commercio al dettaglio, che riportano un calo dell’indice da 102 a 101,3 punti.
Per le imprese manifatturiere si passa invece da 102,1 a 103 punti, per quelle delle costruzioni (nonostante le difficoltà che ancora interessano il settore, tra i più colpiti dalla crisi economica) si rileva un +0,5, che fa passare l’indice da 125,3 a 125,8 punti, mentre per quelle dei servizi di mercato si registra la crescita più marcata, passando da 103,7 a 106,6 punti.
A questo punto, perché si manifesta il controsenso del clima di fiducia contrastante fra consumatori e imprese?
È presto spiegato; a determinare il peggioramento del clima di fiducia dei consumatori sono soprattutto i giudizi e le aspettative sulla situazione del Paese e sulla disoccupazione. 
Complessivamente siamo lontani dai crolli della crisi (ad agosto 2013 gli indici erano inferiori di oltre 10 punti), tuttavia il calo è talvolta preoccupante nella misura in cui appare in contrasto con le valutazioni e le attese sul bilancio delle famiglie, che sono invece positive. 
Sembra essersi consolidato un clima di 'non fiducia' quasi strutturale nel futuro del Paese, che potrebbe portare ad un nuovo rallentamento della spesa delle famiglie nella parte finale dell'anno. Questo è confermato dal fatto che il commercio al dettaglio soffre a fronte di una tesaurizzazione (risparmi delle famiglie) crescente.
Incrociamo le dita scommettendo sul mese di dicembre dove, verosimilmente, dovrebbe crearsi il ‘gomito’ di una ripresa o di un ritorno alla recessione.

autore / Luca Lippi
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