Legge di Stabilità 2017, online la bozza del testo: tutto dall'Imu al Jobs Act

27 ottobre 2016 ore 23:59, Luca Lippi
Pubblicata sul sito del Mef  la bozza delle Legge di Stabilità che costituisce da sempre, anche quando era denominata Manovra Finanziaria, un passaggio molto delicato per il Governo Italiano, quale che fosse il Presidente del Consiglio e relativa maggioranza.
Si tratta di un impianto legislativo fra i più importanti, se non il più importante,  che l’esecutivo prende in quanto determina e indirizza la politica economico-sociale dell’esecutivo stesso e dello Stato italiano per l’anno a venire e, più in generale, per quelli futuri.
Come di consueto, il testo della Legge di Stabilità 2017 sarà approvato dal Consiglio dei Ministri e successivamente firmato dal Presidente della Repubblica; seguiranno poi fino alla fine dell’anno discussioni e ratifiche degli emendamenti proposti, fino a che la Legge di Stabilità entrerà in vigore dal Gennaio 2017.
Fra gli interventi approvati si segnalano misure per le pensioni e l’approvazione della settima salvaguardia per gli esodati.
Conferma per le tasse relative alla prima casa: abolite Imu e Tasi su prima casa, per l’appunto, terreni agricoli e imbullonati.
Per quanto riguarda imprese e mondo del lavoro in generale previsti sgravi sull’Irap agricola, un taglio per l’Ires, con un primo sgravio per il 2016 e un ulteriore taglio previsto per il 2017, confermati gli incentivi per le assunzioni agevolate a tempo indeterminato, in questo caso però è stato dimezzato il budget allocato per gli stessi, infine previsti sconti fiscali sul salario di produttività.
Le uniche certezze finora riguardano il Decreto fiscale collegato alla Manovra, operativo dal 24 ottobre, giorno della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 

Legge di Stabilità 2017, online la bozza del testo: tutto dall'Imu al Jobs Act

Il decreto fiscale comprende la rottamazione cartelle, voluntary disclosure bis, riforma Equitalia, obblighi IVA, dichiarazione integrativa, Fondo PMI: sono i sei punti chiave del decreto fiscale (Dl 193/2016) collegato alla Legge di Stabilità 2017 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 ottobre, quindi già in vigore. Vediamo una breve panoramica di tutte le misure, che possiamo così sintetizzare:
-mini-condono sui costi accessori delle cartelle esattoriali,
-riapertura dei termini per l’emersione volontaria dei capitali illegalmente detenuti,
-soppressione-trasformazione dell’Agente della Riscossione,
-stretta sulle comunicazioni trimestrali IVA,
-dilazione della scadenza per la dichiarazione dei redditi integrativa,
-rifinanziamento del Fondo di Garanzia per le PMI.
Il testo della Legge di Bilancio doveva approdare a Montecitorio entro il 20 ottobre, termine poi slittato al 24 e poi ancora al 27 del mese.
Analizzando nel dettaglio le bozze non ufficiali del testo, nella Legge di Stabilità spicca una novità: la  clausola di salvaguardia che evita l’aumento Iva nel 2017 non è stata eliminata come previsto ma ancora una volta soltanto sterilizzata fino al 2018 (Iva dal 10% al 13% e Iva dal 22% al 25%, per poi portarsi al 25,9% nel 2019). 
Una seconda clausola prevede che, se la voluntary disclosure bis (procedura di emersione volontaria di capitali non dichiarati portati all’estero o detenuti in Italia, anche sotto forma di contanti o valori) non porterà un gettito di almeno 1,6 miliardi aumenteranno le accise: la differenza sarebbe coperta per il 50% tramite aumento accise e per il restante 50% con risparmi di spesa (spending review).
I capitoli fondamentali della manovra sono quelli già annunciati dal Governo il 15 ottobre.
-Riforma Pensioni con nuove misure per la flessibilità in uscita ed ottava salvaguardia esodati, con una tutela per 27.700 persone.
-Pacchetto  imprese con maxi-ammortamento al 140% anche nel 2017, iper-ammortamento al 250% per investimenti in digitale, credito d’imposta per ricerca e sviluppo, Sabatini ter per acquisto di macchinari nuovi (novità: finanziamenti agevolati fino al 2018), mutui a tasso zero fino al 2018 imprenditori under 35 e donne, agevolazioni per il ritorno dei cervelli e attirare in Italia nuovi talenti e capitali.
-Imposte con Ires al 24% (dall’attuale 27,5%), debutto Iri (imposta sul reddito degli imprenditori) anch’essa al 24%.
-Incentivi lavoro con detassazione produttività
-Pacchetto famiglia con misure di sostegno alla genitorialità
-Canone RAI in bolletta a 90 euro.
Sullo sfondo, la questione del Patto di Stabilità europeo: la commissione UE ha inviato una lettera all’Italia, con rilievi relativi al rapporto deficit/PIL alzato al 2,3% (l’Italia ha usato un extra-deficit dello 0,3% per emergenza terremoto e migranti). Il premier, Matteo Renzi, ha sottolineato al volontà del Governo di non cambiare la manovra, insistendo sulla legittimità della flessibilità sui conti adottata dall’Italia, e ha ventilato la possibilità di non approvare il bilancio comunitario.

autore / Luca Lippi
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