'La rivoluzione culturale di Giovanni Gentile' è attuale. Ne parla Alessandra Cavaterra, autrice del libro

27 settembre 2014, Micaela Del Monte
La nascita dell'enciclopedia italiana, un percorso lungo e ricco di apporti da parte dei più grandi intellettuali italiani, tutti coordinati da un'impostazione scientifica dettata da Giovanni Gentile.

La storia ha inizio nel febbraio del 1925, quando il regime fascista aveva imposto un clima di rigenerazione nazionale, il che ha necessariamente condizionato la prima enciclopedia italiana. Ciò nonostante l'Enciclopedia Treccani  ha comunque mantenuto un'autonomia grazie al coinvolgimento dei collaboratori, alle denominazioni delle sezioni disciplinari, alle scelta delle voci e al lavoro proprio di Giovanni Gentile. 

 
'La rivoluzione culturale di Giovanni Gentile' è attuale. Ne parla Alessandra Cavaterra, autrice del libro
Il progetto, l'organizzazione del materiale e il modo in cui è nata l'Enciclopedia Treccani: tutto è stato attentamente, e dettagliatamente, raccontato da Alessandra Cavaterra, per molti anni all'Archivio storico dell'Istituto della Enciclopedia italiana che si è occupata del riordino e dell'inventariazione di numerosi fondi di archivi pubblici e privati. 

Com'è nata la sua passione per Giovanni Gentile? 

«L'occasione dell'approfondimento della figura di Giovanni Gentile mi è giunta quando sono stata incaricata del riordinamento e dell'inventariazione dell'archvio redazionale della Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti, di cui Gentile era il direttore scientifico. Così ho subito il suo fascino. Durante l'analisi del lavoro di Gentile ho potuto notare la sua duttilità nell'inglobare e richiamare a raccolta gli intellettuali italiani per la costruzione di quella che sarebbe stata la prima enciclopedia nazionale che si focalizzava per lo più sulla coscienza nazionale che, probabilmente, all'epoca non era ancora ben definita».

Come mai ha scelto di raccontare quel metodo?  

«Innanzitutto ho deciso di raccontare la storia dell'Enciclopedia Italiana perché secondo me è ancora un'opera insuperata in quanto ha competenze e capacità di azione elevata per la diffusione della cultura. E quindi dovrebbe essere ancora oggi presa in mano e sfogliata. Si tratta ovviamente di compilazioni di rilievo dal punto di vista intellettuale e culturale, e sono anche trattazioni nelle quali ciascuna componente della cultura italiana ha potuto mettere del proprio. Questo perché Gentile non aveva voluto precludere ad alcuno la partecipazione alla costruzione dell’operazione enciclopedica»

Ma di quante e quali personalità stiamo parlando? 

«Il numero di collaboratori fu di quasi tre mila e, nonostante non diedero la loro adesione personaggi come Benedetto Croce, Vito Volterra e Luigi Einaudi, effettivamente tutta la cultura italiana del periodo venne coinvolta e si fece coinvolgere. Io credo che questa sia stata una grande operazione di lungimiranza politico-culturale e che abbia dato una misura della convinzione di Gentile e della sua necessità di presentare l'insieme, la molteplicità e la varietà della nostra cultura del momento, tutti elementi che vennero comunque ricondotti al principio della filosofia che nella sua opera (in quanto filosofo attualista) funge da fil rouge e che "ricuce" tutti i vari interventi».
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]