Lo Ius Soli è una rivoluzione, come cambia l'Italia

27 settembre 2015, Micaela Del Monte
Il problema della cittadinanza, per le seconde generazioni e per coloro che nascono in Italia, è a un impasse da anni ormai ed ogni cambiamento che si prova a fare riguardo a questo è contrastato da una miriade di ostacoli.

E' però arrivata la notizia di un primo via libera alla riforma della cittadinanza. Sembra infatti essersi sbloccato in commissione Affari costituzionali della Camera il cosiddetto ”ius soli“, grazie a un accordo tra la maggioranza, ma con ancora troppe opposizioni.

L’opera di mediazione è stata condotta dalla deputata del Pd Marilena Fabbri, a lei il compito di portare in aula quello che già era stato ribattezzato "Ius soli temperato", perché non basterà la semplice nascita (come accade negli Stati uniti, ad esempio), ma la nascita più il rispetto di determinati parametri, permette di ottenere la cittadinanza. 
Lo Ius Soli è una rivoluzione, come cambia l'Italia
Infatti i bambini nati in Italia da genitori non italiani e i minorenni stranieri avranno un percorso agevolato ma con l’obbligo della frequenza di un ciclo scolastico di almeno 5 anni e il possesso da parte di uno dei genitori del permesso di soggiorno lungo.

I due requisiti introdotti, ammorbidendo la versione più estrema dello Ius Soli, introducono l’elemento dell’integrazione come fattore aggiuntivo indispensabile per avere la cittadinanza. La frequenza di un ciclo scolastico, infatti, altro non è che il tentativo di trasformare in nuovi italiani individui che almeno conoscano le basi civiche dell’Italia stessa.

“Ci siamo accordati sull’introduzione del obbligo di almeno cinque anni di frequenza di un ciclo scolastico per i minori che richiedono la cittadinanza italiana. Si tratta di una richiesta di Sc. Ed abbiamo deciso, su suggerimento di Ncd, di introdurre tra i criteri per l’accettazione della domanda anche il possesso del permesso di soggiorno di lunga durata. Si tratta di due criteri coerenti con il principio che prevede un radicamento in Italia della famiglia – ha spiegato Khalid Chaouki, deputato del Pd- La frequenza dei minori a scuola è la migliore testimonianza del radicamento della famiglia sul territorio. Inoltre, è un titolo che già hanno numerosi migranti presenti in Italia. Parliamo di circa 800mila bambini. E’ una soluzione che va incontro alle richieste di tanti lavoratori in Italia e di tante associazioni”. 

Il 28 settembre è previsto l’arrivo in Aula per il testo base che modifica la legge 91 del 5 febbraio 1992.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]