La parola della settimana è "tempo reale"

27 settembre 2015, Paolo Pivetti
“Sul giornale guardo subito gli annunci funebri e i film. Se è morto qualcuno che conoscevo vado al funerale. Se no, vado al cinema.”

La parola della settimana è 'tempo reale'
Deliziosa ironia di Walter Valdi, legata a tempi antichi, quando il giornale, quello di carta, era ancora il riferimento dei nostri giorni, delle nostre ore, delle nostre decisioni. Oggi ormai tutto questo è non solo superato, ma travolto da Internet che, oltre ai film e agli annunci funebri, ci offre una risposta a qualsiasi immaginabile esigenza, e in più ci bombarda d’informazioni: il tutto in tempo reale. Secondo Philip Meyer, studioso dell’editoria americana, nel 2043 sarà venduta l’ultima copia cartacea del New York Times, e i ventotto anni che ci separano da quella data saranno una lenta agonia per la Galassia Gutenberg. Del resto già oggi l’edizione on line del NYT vanta un milione e mezzo di visite al giorno contro il milione e centomila abbonati dell’edizione cartacea.

Internet si avvicina anche al sottile confine che c’è tra la vita e la morte, con i vari siti dedicati ad annunci funebri, condoglianze, memorie del caro estinto. Anzi, questo confine lo ha già superato con le iniziative dedicate al testamento digitale: perché bisogna pensare a che fine farà l’identità digitale di ciascuno di noi dopo la sua scomparsa; e Google, You Tube, Gmail, Facebook ci stanno pensando.

Per chi volesse tuffarvisi, c’è un’altra esperienza possibile nel tempo reale di Internet: lasciar scorrere davanti ai nostri occhi l’incessante pioggia di dati su quanto sta accadendo hic et nunc nell’intero mondo, dati offerti da un sito accessibile a tutti come worldmeters.info. 

Ci dice il numero di abitanti del Pianeta, oggi: 7 miliardi 369 milioni; sette giorni fa erano 7 miliardi 363 milioni, domani avranno superato i 7 miliardi 370 milioni. Il fatto sconcertante è che nessuna di queste cifre che ci ballano sotto gli occhi è fissa e leggibile perché tutte sono in vorticosa evoluzione, come in un contasecondi, anzi, in un contananosecondi: i nati nell’anno, i morti nell’anno, cifre impossibili da fissare perché aggiornate all’attimo. La più alta di tutte è quella delle sigarette fumate nell’anno: cifra che supera i quattromilatrentanove miliardi. Ma mentre tutte le altre corrono, ce n’è una che si muove pigramente, o è quasi stabile: quella dei libri stampati nell’anno: press’a poco un milione e 844 mila.

E ci sono anche cifre in discesa irrefrenabile, come il quantitativo di petrolio o di gas o di carbone ancora disponibile.
Il potere dell’informazione in tempo reale sembra trasmetterci un sentimento di onnipotenza. O forse, di angoscioso sgomento. 

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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