E' nato FAST il telescopio cinese che "intercetta" gli alieni

27 settembre 2016 ore 17:01, Micaela Del Monte
Con un diametro di 500 metri e occupa complessivamente un’area grande come 30 campi di calcio. Questo è il radiotelescopio più grande del mondo. Si chiama FAST (Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope) ed è stato inaugurato ieri nel Sud-Est della Cina.

E' nato FAST il telescopio cinese che 'intercetta' gli alieni
Questo nuovo radiotelescopio aiuterà a esplorare l’universo per osservare le galassie più lontane e per andare in cerca di tracce di vita, dalle molecole presenti nello spazio interstellare fino ad eventuali segnali provenienti da civiltà aliene. Costato 1,2 miliardi di yuan (circa 160 milioni di euro), il radiotelescopio è costituito da 4.450 pannelli e per la sua realizzazione all’inizio dell’anno è stata necessaria anche l’evacuazione – per motivi di sicurezza – di oltre 9.000 residenti nella provincia montagnosa di Guizhou, dove sorge. La costruzione della maxi struttura era iniziata a marzo del 2011. Le dimensioni di FAST superano quelle del radiotelescopio Arecibo, a Portorico, che ha un diametro di “appena” 300 metri. Nonostante sia stato finanziato dal governo cinese, il suo utilizzo è a disposizione anche della comunità scientifica internazionale. L’agenzia cinese Xinhua News fa inoltre sapere che nelle vicinanze del radiotelescopio è stata realizzata un’infrastruttura per turisti, una sorta di pedana che permetterà l’osservazione dall’alto, nella sua interezza, del disco di FAST. Una struttura simile a quella che attrae ogni anno all’Osservatorio di Arecibo circa 90 mila visitatori.

Gli astronomi cinesi sottolineano che, durante i primi test effettuati dal nuovo radiotelescopio, l’Occhio del Cielo ha già captato segnali radio provenienti da una pulsar a una distanza di più di mille anni luce dalla Terra.

“L’obiettivo finale di FAST è scoprire le leggi dell’evoluzione dell’Universo”, è stata la prima ambiziosa dichiarazione rilasciata alla tv di stato cinese da Qian Lei, della Chinese Academy of Sciences (CAS). “In teoria – continua Lei-, se esistesse una civiltà evoluta nello spazio profondo, dovrebbe essere in grado d’inviare segnali radio simili a quelli delle pulsar”.
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