"Puliamo il Mondo 2016" è da record: parola di Legambiente

27 settembre 2016 ore 17:00, Micaela Del Monte
Seicentomila volontari, 1700 comuni e 4000 località. Sono questi i numeri di Puliamo il Mondo 2016, l'iniziativa di Legambiente che lo scorso weekend si è svolta per la sua 24esima edizione per liberare le città dai rifiuti e il degrado e contribuire a spazi urbani più sostenibili, puliti e inclusivi. "Puliamo il mondo" è la versione italiana di "Clean up the world", l'iniziativa nata a Sydney nel 1989.

'Puliamo il Mondo 2016' è da record: parola di Legambiente
"E così –
sottolineano a Legambiente – dal Parco Valentino di Torino, evento di punta di questa edizione 2016 dedicata all’accoglienza, l’integrazione e l’abbattimento delle barriere, a quello di Centocelle di Roma, da Milano al Rione Sanità di Napoli dove la rigenerazione urbana sta facendo importanti passi avanti, passando per Potenza, Trani, L’Aquila, la bellezza archeologica di Cagliari e il mare di Rimini (solo per citarne alcune), gli oltre 600mila volontari, tra cittadini, associazioni di ogni tipo, studenti, aziende, comunità straniere, ragazzi disabili e detenuti, sparsi in più di 1.700 comuni e 4.000 località, hanno ripulito questo week-end (23, 24 e 25 settembre) strade, piazze, parchi e litorali da ogni genere di rifiuti abbandonati, restituendo agli spazi urbani e alle aree verdi decoro e bellezza, rendendoli allo stesso tempo più accoglienti e inclusivi. Tra i rifiuti raccolti tanti oggetti di plastica, ma anche cartacce, bottiglie, mozziconi di sigarette, tappi e rottami di ogni tipo".
E’ stata anche un’occasione "per ribadire che è un mondo diverso è possibile solo se lo si costruisce tutti insieme promuovendo il dialogo, lo scambio interculturale, la partecipazione attiva e la convivenza", dicono gli ambientalisti. 

"Puliamo il mondo - ha dichiarato Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - dimostra che sono i cittadini e i Comuni a fare la differenza nella cura del territorio. È questo il localismo che ci piace, quello che parte dai territori, che agisce localmente ma pensa globalmente". All'iniziativa, che gode anche del patrocinio dei ministeri dell'Ambiente e dell'Istruzione, hanno aderito anche diverse comunità religiose, tra le quali l'Unione delle comunità islamiche.

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