La violenza dentro l'utopia hippy: ecco "Le ragazze" di Emma Cline

27 settembre 2016 ore 8:44, Adriano Scianca
Cosa si celava dietro l'utopia pacifista della “summer of love”, l'estate del '69, quella di Woodstock e dell'utopia hippy? Il mondo lo scoprì in occasione dell'efferato omicidio di 10050 Cielo Drive, ovvero l'efferato assassinio della giovane moglie di Roman Polansky, Sharon Tate, da parte di un gruppo di ragazze ispirate al “verbo” di Charles Manson, uno che dalla sottocultura peace & love veniva, ma di cui diede una versione oscura e psicotica. 

La violenza dentro l'utopia hippy: ecco 'Le ragazze' di Emma Cline
A queste vicende si ispira il caso letterario del momento, Le ragazze di Emma Cline, che esce il 27 settembre per Einaudi nella traduzione di Martina Testa. Anche nel romanzo c'è una comune che si riunisce attorno a un leader carismatico, apparentemente per ideali pacifisti, ma con un risvolto violento e tetro. Il libro, tuttavia, parla soprattutto dei rapporti che si instaurano tra le ragazze della comune, la loro complicità e il loro reciproco influenzarsi e utilizzarsi. “Nelle foto delle ragazze che stavano intorno a Manson riconoscevo qualcosa di me a 13 anni. La stessa traccia di languore indefinito negli occhi”, dice l'autrice, di cui si dice che abbia ottenuto un contratto di 2 milioni di dollari per tre libri con Penguin Random House e la vendita dei diritti cinematografici a Scott Rudin, il produttore di Uomini che odiano le donne. 

Nel libro non manca una vena femminista: “Malgrado l’ambizione di costruire una società più giusta e senza gerarchia, erano le donne a svolgere le faccende domestiche, a cucinare e stare dietro ai bambini. Tutto quell’idealismo si infrangeva al momento di lavare i piatti. Quando nel libro le ragazze conquistano un frammento di potere, lo usano per controllare psicologicamente le altre”.
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