Da accusatore a accusato: sospeso dottore, denunciò infermieri della gara con gli aghi

27 settembre 2016 ore 9:09, Adriano Scianca
“Era solo un gioco”, si giustificarono all'epoca gli infermieri dell'ospedale di San Bortolo di Vicenza pizzicati a ironizzare, in una chat di Whatsapp, su una sorta di gara a chi infilava l'ago più grosso (e quindi più doloroso) sui pazienti. Per quel gioco, però, alla fine paga solo colui che ha denunciato il comportamento poco professionale dei “giocatori”: il primario del pronto soccorso, Vincenzo Maria Riboni, sospeso per dieci giorni sia dall'incarico, sia come stipendio. Gli infermieri sorpresi a giocare, invece, non hanno ricevuto punizioni, al massimo trasferimenti in altri reparti. 

Da accusatore a accusato: sospeso dottore, denunciò infermieri della gara con gli aghi
Il sindacato autonomo degli infermieri, il Nursind, ha infatti dato battaglia, trasformando il primario nel vero, unico colpevole di questa storia. La chat si chiamava "gli amici di Maria", (secondo nome di Riboni) e conteneva scherzi e battute sulla assurda “gara” sulla pelle dei pazienti, per cui qualcuno voleva anche fare un “tabellone con il punteggio”. Il medico è fuori dall'incarico fino al 2 ottobre. Poi dovrà farsi tutte le ferie arretrate e avvicinarsi così alla pensione. Evidentemente l'ospedale ha ritenuto che la denuncia abbia apportato un danno d'immagine alla struttura. 

Eppure, nel procedimento disciplinare contro un infermiere si legge che lo stesso si è reso colpevole di “uno sviamento dall’attività istituzionale e un uso improprio del telefono cellulare personale, che in costanza di servizio dovrebbe essere utilizzato solo per le emergenze e non per attività di svago, come lo scambio in una chat privata di messaggi e di immagini dal contenuto futile, di dubbio gusto e lesivo della dignità dei pazienti”. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]