Storia del protestantesimo sotto un punto di vista politico

27 settembre 2016 ore 10:13, intelligo
di Luciano Atticciati

 
La Chiesa Cattolica è come sappiamo una chiesa fortemente gerarchicizzata e istituzionalizzata e ciò ha dato vita ad alcuni aspetti positivi (una dottrina molto chiara ed esplicita nei suoi fini) ma anche a fenomeni di corruzione e di un arricchimento o parziale deformazione di quelle che sono le scritture sacre fondamentali. Dopo il 1100 un certo numero di studiosi (Berengario di Tours, Abelardo) presero atto che molte delle tradizioni della Chiesa Cattolica divergevano dai principi fondamentali espressi nella Bibbia. Si ebbero quindi fenomeni di contestazione e una serie di rivolte contadine e di ceti bassi urbani (soprattutto nel Trecento) che facevano proprie tali contestazioni, se la Chiesa Cattolica era in errore tutto l’ordine sociale e politico fondato sui principi enunciati da essa era da rigettare.

Molti pensano al Protestantesimo come ad un movimento “progressista” anche per aver contribuito all'indipendenza di diversi stati, ma la realtà è più complessa. Non è facile stabilire una relazione fra diffusione dei movimenti riformati e situazione economica e politica, in alcuni casi i protestanti furono prevalenti in regioni ricche ed evolute come l'Olanda, altre volte in terre isolate e arretrate come la Scozia e la Germania orientale. Alcuni movimenti protestanti furono rigidamente conservatori, altri diedero vita a comunità totalmente separate dal resto della società praticanti talvolta il comunismo, altri movimenti con il loro rifiuto delle autorità arbitrarie e il sostegno all’idea di autogoverno hanno dato vita nei secoli successivi a società liberali molto evolute. I protestanti con il loro attaccamento alla Bibbia e il loro rigore morale spesso imposero delle restrizioni alla società notevolmente superiori a quelle che avvenivano in campo cattolico, teatro, danza, moda e altre manifestazioni artistiche erano considerate fonte di peccato.

Talvolta si ritiene che eresia e protestantesimo siano nati esclusivamente dalla dissolutezza dei costumi della gerarchia cattolica, tale fenomeno è reale e da non trascurare (i Patarini di Milano e i seguaci di Arnaldo da Brescia nel XII secolo contestavano il clero corrotto senza contestare la Chiesa cattolica come istituzione) ma se ciò spiega la contestazione di tali autorità non spiega la formulazione di dottrine molto innovative da parte dei nuovi gruppi religiosi rispetto a quelle insegnate dalla Chiesa romana.

Molti principi e signori preferirono il protestantesimo per semplici motivi politici pratici, evitavano le interferenze dell’alta gerarchia cattolica romana nelle loro scelte, potevano contestare l’autorità imperiale fondata sui principi cattolici, potevano evitare di pagare le decime e in alcuni casi potevano anche accaparrarsi i beni appartenenti alla contestata chiesa romana.
Dal punto di vista della politica abbiamo chiese protestanti come quella luterana che rispettavano le autorità civili, altre che le contestavano oppure che avevano un atteggiamento di indifferenza verso di esse. Tuttavia molti gruppi ereticali o protestanti radicali si presentavano simili fra di loro, per la loro estrazione sociale (in genere classi popolari) e per i principi
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estremistici professati che portavano ad un rifiuto del mondo materiale, dell’ordine sociale e a favore di un severo ascetismo. Questi gruppi crebbero in un periodo di forte crescita economica e demografica come quella dei secoli XII-XIII, che fu accompagnata da una diversa religiosità, meno istituzionale e più emotiva. Pellegrinaggi, culti delle reliquie, crociate appartengono tutti allo stesso periodo. Talvolta gli estremisti religiosi si rivoltarono contro la Chiesa Romana altre volte (Francesco d’Assisi, Caterina da Siena) ne diventarono degli strenui difensori, non mancarono gruppi come quello dei Francescani che partecipavano alla Inquisizione ma una parte dei quali (Fraticelli, Spirituali) furono considerati eretici.

I primi grandi gruppi ereticali Catari, Valdesi (ovvero Poveri di Lione), Dolciniani furono movimenti popolari (ma all’interno del primo si avevano anche esponenti della nobiltà) che praticavano e predicavano il pauperismo, sorti tuttavia in terre non povere, principalmente in Provenza e nell’Italia del Nord-Ovest. I Valdesi si tennero lontano dalle concezioni millenariste e dall’estremismo in genere, Catari, Dolciniani e seguaci dell'abate calabrese Gioacchino da Fiore condividevano l’idea di uno scontro fra il male, più o meno identificato con il Mondo nella sua interezza e il bene spirituale supremo spesso collocato in un prossimo futuro paradisiaco. In qualche modo tali movimenti furono vicini agli utopisti dei secoli successivi. Interessante notare il loro rifiuto della proprietà privata che spinse i Dolciniani alla messa in comune di tutti i beni comprese le donne. Vicini a quest’ultimo movimento furono i Fratelli del Libero Spirito che si consideravano perfetti, pervasi dallo Spirito Santo e in quanto tali legittimati a commettere qualsiasi azione anche violenta e peccaminosa. Fra i gruppi estremisti religiosi di quel periodo vanno anche ricordati i Flagellanti, che diedero vita a grandi gruppi di persone che si percuotevano in pubblico, questi nacquero a Perugia intorno al 1260 ad opera di un francescano vicino alle posizioni di Gioacchino da Fiore, vennero a più riprese condannati dalla Chiesa anche se a rigore non costituivano un gruppo di contestazione delle autorità religiose. Tutti questi gruppi subirono dure persecuzioni ma occorre dire che Catari e Dolciniani praticavano anche la violenza contro coloro che consideravano peccatori.

Un salto di qualità nella contestazione della Chiesa Cattolica fu fatto con l’opera di due uomini di cultura, l’inglese John Wycliffe e il ceco Jan Hus, che furono in grado di contrastare le autorità ecclesiastiche grazie anche agli appoggi di alcuni prìncipi di cui godevano. Wycliffe sostenne la superiorità dello stato sulla chiesa, l’idea di una chiesa apostolica povera e formata da soli eletti, contestò (come molti teologi in precedenza) la transustanziazione, ridimensionò il valore dei sacramenti, condannò le indulgenze e alcune pratiche devozionali. Fondò i Poveri Predicatori più tardi conosciuti come Lollardi e tenne un atteggiamento ritenuto ambiguo di fronte alla rivolta (provocata da questi ultimi) dei contadini del 1381. Subì molte condanne dalle autorità ecclesiastiche nel corso degli anni ma grazie ai suoi appoggi non patì nessuna pena, solo alla fine della sua vita a causa degli eventi del 1381, dovette ritirarsi a vita privata. I Lollardi avevano depredato monasteri, possedimenti e attaccato la stessa Londra, una parte del movimento richiedeva solo l’abolizione del servaggio (richiesta in parte accolta), un’altra parte più estremista intendeva impossessarsi arbitrariamente di tutte le terre da gestire in comune. Alla fine vennero sconfitti dai cavalieri, molti vennero impiccati o finirono sul rogo.

Jan Hus, rettore dell’Università di Praga, riprese le idee di Wycliffe e fondò la Cappella di Betlemme, una comunità che intendeva ricostituire la originaria chiesa degli Apostoli. Per tali ragioni venne condannato dalle autorità ecclesiastiche ma per un lungo periodo godette della protezione dell’imperatore Venceslao di Lussemburgo, quando essa venne meno finì sul rogo, ma il suo movimento gli sopravvisse. Il movimento acquisì un carattere antitedesco, riuscì ad avere il sopravvento in Boemia e diede vita alle guerre hussite (1420-1434) anche se presto si divise fra moderati (nobili e borghesi) che accettarono la sovranità del nuovo imperatore Sigismondo e Taboriti (in prevalenza contadini) che intendevano impossessarsi delle terre con la violenza per gestirle in maniera comunistica. Al loro interno si ebbe una corrente ancora più estremista, quella degli Adamiti che si caratterizzarono per diversi comportamenti insoliti fra i quali la promiscuità sessuale e il loro girare nudi, alla maniera di Adamo appunto.

Dopo la fiammata iniziale l’Italia, forse per la sua cultura umanista, non vide più l’affermarsi di grandi movimenti eretici, tuttavia nel 1494 dopo la fuga dei Medici da Firenze a causa della discesa in Italia dei francesi, si affermò come capo spirituale della città il frate predicatore Gerolamo Savonarola che contestava il lusso e la corruzione della Chiesa e della società senza tuttavia dare vita a teorie teologiche in contrasto con essa. Nei quattro anni in cui dominò di fatto la città diede vita a prediche infuocate e ai cosiddetti Falò della vanità in cui venivano bruciati oggetti di lusso ma anche opere d’arte, ebbe per un certo periodo largo seguito fra la popolazione, ma quando il partito dei Medici riprese il controllo della città non fu in alcun modo difeso, venne infine torturato, impiccato e il suo corpo arso sul rogo.

Il Protestantesimo nel senso stretto del termine nacque con Martin Lutero, divenendo le sue teorie motivo di contrasto politico a livello internazionale. Nel giro di un paio di decenni una parte notevole dell’Europa si allontanò definitivamente da Roma. Le idee del monaco e teologo tedesco non erano molto diverse da quelle degli altri eretici moderati, anche se i luterani non furono sostenitori del pauperismo. Lutero si oppose al culto dei santi, alle tradizioni in contrasto con la Bibbia e soprattutto ritenne che gli uomini di Chiesa non potevano considerarsi mediatori con il divino, non era comunque vicino alle idee umaniste e riteneva l’uomo profondamente peccatore e incapace di elevarsi con le sue forze. Le idee luterane si affermarono fra le varie classi sociali e fra diversi grandi prìncipi che lo protessero ma per un certo periodo evitarono di contrapporsi all’Imperatore. Lutero fu sempre contrario alla violenza a parole, ma il disordine creato portò ad alcuni tristi eventi in Germania. Nel 1522 lo scrittore Von Hutten contrario al potere dell’alta gerarchia ecclesiastica e dei grandi feudatari di Germania si mise a capo di gruppi di cavalieri per dare l’assalto alle terre di nobili ed ecclesiastici, sconfitto trovò rifugio nella Zurigo di Zwingli. Poco dopo si ebbe la terribile rivolta dei contadini del 1525, guidata dal predicatore e teologo Thomas Muntzer capo della Lega degli Eletti e vicino al movimento degli anabattisti. Nei suoi scritti Muntzer condannava la cultura, prese le difese dei popolani e dei contadini che dovevano darsi un’organizzazione comunista, esaltò la violenza e lo sterminio dei peccatori adoperando toni apocalittici. I contadini in rivolta compirono violenze e devastarono castelli e monasteri, finché furono sconfitti e massacrati dall’esercito radunato da alcuni prìncipi. Gli anabattisti dieci anni dopo diedero vita a Munster nella Germania nord occidentale a un nuovo regno dei santi. Oltre alla collettivizzazione dei beni, venne istituita la poligamia obbligatoria con condanna a morte delle donne che la rifiutavano, l’espulsione dei non credenti e la messa al rogo di tutti i libri diversi dalla Bibbia. Il capo della nuova comunità, Jan Bockelson (Giovanni di Leida), sarto privo di cultura, si considerava profeta, "re della nuova Gerusalemme" e stabilì leggi severissime in particolare per atti contro la sua persona, venne infine sconfitto da un esercito formato da cattolici e luterani che combattevano insieme.

Il Luteranesimo si diffuse rapidamente nel Nord Europa, nei decenni 1520 e 1530 i sovrani dei paesi scandinavi, i paesi baltici e la Prussia sottoposta ai Cavalieri dell’Ordine Teutonico (divenuta poi possedimento personale del duca Hoenzollern) adottarono la nuova dottrina imponendola come Chiesa di Stato, si impossessarono dei beni ecclesiastici ma non si ebbero contrasti e quegli avvenimenti drammatici che si erano avuti in Germania. Anche in Polonia, Boemia e Ungheria dove esistevano importanti comunità tedesche si ebbe una diffusione dei movimenti protestanti (non tutti di origine luterana) ma qui non ottennero il consenso dell’alta nobiltà e vennero presti soppressi, mentre l'Ungheria andava incontro alla dominazione turca. Nel 1534 poi il re Enrico VIII di Inghilterra senza aderire ad alcuna dottrina anticattolica stabilì l’autonomia della chiesa nazionale da Roma con i vescovi nominati dal sovrano stesso, dando vita alla Chiesa Anglicana che solo anni più tardi accolse alcune idee dei Riformati. I sovrani inglesi non furono pacifici in materia religiosa, Enrico VIII fece uccidere il filosofo cattolico Tommaso Moro, successivamente vennero perseguitati i cattolici irlandesi.

La precaria pace fra principi e città protestanti da una parte e l’imperatore e i principi cattolici dall'altra, non durò a lungo. I primi si erano uniti nella potente Lega di Smalcalda (Schmalkalden) sostenuta dal re francese Francesco I (che in Francia perseguitava i contestatori della Chiesa cattolica) e dal re di Danimarca. La guerra, nonostante diverse aperture da parte dell’imperatore Carlo V, scoppiò nel 1546 e si concluse con la Pace di Augusta del 1555 che prevedeva la facoltà di scelta religiosa per i principi fra le confessioni ammesse (fra le quali non quella calvinista) e sostanzialmente l’obbligo dei loro sudditi di adeguarsi alle scelte del loro signore. Dal punto di vista etico politico per l’Impero fu comunque un duro colpo, l’imperatore considerato il difensore della cristianità universale, si trovò in difficoltà ad esercitare tale ruolo con due confessioni diverse e contrapposte.
Contemporaneamente all’attività di Lutero si ebbe a Zurigo l’affermarsi di un nuovo contestatore della Chiesa Cattolica, Huldrych Zwingli, teologo e cappellano del duomo di quella città. Sotto la sua influenza il Comune stabilì la distruzione delle immagini religiose, delle reliquie, la soppressione della musica in chiesa e una normativa severa sui costumi dei cittadini. La maggiore opposizione alle idee di Zwingli non venne dai cattolici della città ma dagli anabattisti che rifiutavano il servizio militare e il giuramento di fedeltà al Comune, vennero condannati a morte per affogamento. La nuova confessione si diffuse ad altri territori svizzeri e nel 1531 si arrivò alla guerra fra Cantoni cattolici, in prevalenza rurali e Cantoni Protestanti che furono vinti anche se poterono continuare a seguire la loro fede. Non molto tempo dopo a Ginevra, città in procinto di integrarsi nella Svizzera francese, si affermò, non senza contrasti con la popolazione locale, il professore di teologia e  predicatore Giovanni Calvino (Jean Cauvin), che rispetto a Lutero insisteva maggiormente sul principio di predestinazione e su quello di un legame fra organizzazione politica e chiesa dove la seconda prevaleva sulla prima, concetti quindi molto lontani da quelli professati dagli umanisti. L’idea di predestinazione avrebbe potuto spingere i fedeli ad un atteggiamento di totale passività rispetto al mondo, tuttavia nel periodo successivo i calvinisti svilupparono l’idea di una vita fortemente attiva che ebbe conseguenze positive sull’economia di molti paesi. Le chiese luterane mantennero una certa compattezza, mentre quelle calviniste si divisero in un gran numero di movimenti e sette. Dal punto di vista storico politico le maggiori differenze fra luteranesimo e calvinismo consistevano nel fatto che i luterani concepivano la religione come una fede strettamente personale, mentre i calvinisti delle varie denominazioni, ritenevano che lo stato si dovesse adeguare ai loro princìpi. Calvino riuscì ad imporre sostanzialmente un governo teocratico sulla città (ma alcuni studiosi ritengono eccessiva tale definizione), molte attività ritenute profane (teatro, balli, banchetti, feste) vennero proibite e si potevano subire ispezioni sulla propria vita privata e punizioni per comportamenti che si allontanavano anche leggermente dall’ortodossia. Le idee calviniste ebbero un importante seguito, oltre che in Svizzera si diffusero in Francia, Paesi Bassi, Scozia e Inghilterra.
In Francia i protestanti, chiamati Ugonotti, termine di incerto significato, furono inizialmente luterani ma successivamente prevalsero al loro interno i calvinisti che costituivano comunità molto compatte caratterizzate da costumi severi. Non ebbero grandi leader religiosi ma si diffusero fra la nobiltà e le classi popolari urbane della parte meridionale del paese. Diedero vita a varie guerre civili fra il 1562 e il 1593, la reggente al trono Caterina De Medici cercò di pacificare il paese ma la nobiltà si spaccò fra sostenitori dei cattolici Guisa sostenuti dalla Spagna e sostenitori dei Navarra (poi Borboni) protestanti sostenuti dall’Inghilterra. Si ebbero numerose violenze e massacri da ambo le parti (il più famoso, la Notte di San Bartolomeo con migliaia di protestanti uccisi), finché non prevalse Enrico IV Borbone convertitosi all’ultimo momento al cattolicesimo.

Quasi contemporanea alla Francia fu la diffusione del protestantesimo nei Paesi Bassi, sia ad opera di anabattisti che di calvinisti. L’imperatore Carlo V tenne un atteggiamento di tolleranza verso i nuovi predicatori e verso le istituzioni locali in generale, il suo successore Filippo II non fu altrettanto magnanimo, introdusse l’Inquisizione e per finanziare le sue guerre aumentò notevolmente la pressione fiscale sul paese. Nel 1566 scoppiò la prima rivolta ad opera dalla piccola nobiltà locale ma soprattutto di popolani protestanti (i "pezzenti") che diedero l’assalto a chiese e monasteri, alle quali gli spagnoli risposero con una sanguinosa repressione. Alcuni anni più tardi, nel 1576, cattolici e protestanti si unirono contro le vessazioni del sovrano spagnolo, ma solo per un breve periodo, tre anni dopo le province meridionali a prevalenza cattolica accettarono la dominazione asburgica, mentre quelle del nord nel 1581 diedero vita alla Repubblica delle Province Unite. Quest’ultima costituì una importante novità nel mondo politico, venendo a costituire il primo stato non monarchico dopo l’antica Repubblica di Venezia. La repubblica fu caratterizzata da un forte decentramento dei poteri, la nobiltà aveva comunque un ruolo superiore alle altre classi sociali e all'interno dello stato la famiglia degli Orange Nassau detenne le massime cariche a lungo creando una quasi monarchia in costante contrasto con i predicatori più fanatici. Il calvinismo divenne la confessione principale e si diede almeno in parte una organizzazione democratica con la nomina dei pastori e degli anziani per diretta elezione da parte dei fedeli, la tolleranza politica e religiosa venne accettata in linea di massima, tuttavia gli arminiani (calvinisti moderati sostenitori del libero arbitrio) e lo stesso Ugo Grozio uno dei massimi giuristi dell’epoca, subirono delle condanne. Gli Asburgo non rinunciarono alla loro perdita e tentarono di riaffermare il loro potere, contrastati dall’Inghilterra fino alla Pace di Westfalia, comunque le Province Unite conobbero nel Seicento un periodo di grande prosperità economica e di vitalità culturale, grazie ad una classe borghese molto attiva e intraprendente.

 In Scozia i primi fermenti protestanti si ebbero già nel decennio 1540, con i proprietari terrieri che sostenevano il sacerdote John Knox dopo la messa al rogo del suo maestro George Wishart che aveva attaccato la gerarchia ecclesiastica scozzese. Nel 1560 la situazione degenerò in guerra civile con la distruzione di chiese e monasteri da parte dei popolani protestanti (con un danno gigantesco al patrimonio artistico) sostenuti dall’Inghilterra, mentre i francesi sostenevano i cattolici. Il Parlamento scozzese formato da nobili impose la religione protestante come religione di stato senza il consenso della regina Maria Stuart non presente nel paese. Maria, persona di buona cultura e tollerante, rientrata nel paese cercò di pacificare la situazione, ma pare che il suo nuovo matrimonio con un discusso nobile locale fu all’origine dell’aggravarsi della situazione. Knox nelle sue infiammate prediche chiese la condanna a morte di Maria per la sua abitudine al lusso, per il suo dedicarsi alla danza e seguire (privatamente) la messa cattolica, la regina fu costretta quindi ad abbandonare il paese. La nuova chiesa che prese il sopravvento in Scozia fu la Chiesa Presbiteriana, calvinista, dove i fedeli avevano la facoltà di scegliere i propri pastori, ma tale istituzione venne limitata dal nuovo re Giacomo I, sostenitore dell'episcopalismo.

 
Contemporaneamente ai gravi fatti di Scozia, in Inghilterra si diffusero i movimenti puritani che contestavano la Chiesa Anglicana perché dottrinalmente troppo vicina al cattolicesimo. Nel 1572 i puritani chiesero l’abolizione dell’episcopalismo, cioè della struttura della Chiesa incentrata sulla figura del vescovo, ritenevano come i presbiteriani che la Chiesa dovesse avere una organizzazione meno centralistica e più autonoma dal potere reale. Una parte dei puritani si diede una organizzazione ancora più decentrata, il cosiddetto congregazionalismo, basata sulla piena autonomia delle singole comunità. Alcuni membri di entrambi i gruppi vennero perseguitati da Elisabetta I e dal successore Giacomo I, che per motivi ereditari deteneva la corona di Scozia e Inghilterra, anche se in generale i due monarchi avevano un atteggiamento non intollerante.
Lo scontro più duro si ebbe invece sotto il nuovo re Carlo I, mentre in Germania (frammentata in circa 220 stati) si riaccese lo scontro fra prìncipi protestanti e cattolici, che diede vita alla tragica Guerra dei Trent’Anni con l’intervento di diverse potenze vicine. Nel 1640 il re inglese a causa del dissesto economico delle finanze reali fu costretto a riconvocare il parlamento dopo undici anni di potere assoluto. Sebbene una parte dei puritani fosse emigrata in America, questi costituirono un partito nel Parlamento con a capo Oliver Cromwell che si oppose alla maggiore tassazione. Si arrivò alla guerra civile che terminò con la decapitazione del sovrano nel 1649 (preceduta dall'esecuzione dell'arcivescovo anglicano filomonarchico Wiliam Laud) e la fondazione di una repubblica con a capo lo stesso Cromwell, comandante di un potente esercito. Il nuovo capo (Lord Protettore) non accettava di governare in maniera rispettosa delle opposizioni e in varie occasioni ordinò all’esercito di invadere il parlamento. Nell’anno successivo il suo esercito condusse dei massacri fra i cattolici irlandesi (gli stessi in precedenza avevano ucciso un gran numero di protestanti, almeno così alcuni sostenevano) e il culto cattolico fu abolito. L’anno successivo ancora furono attaccati con violenza gli scozzesi che sebbene protestanti parteggiavano per la dinastia (gli Stuart) del re ucciso. In Inghilterra furono chiusi teatri, luoghi di divertimento e imposto un severo moralismo sui costumi, inoltre furono repressi con durezza anche i miti quaccheri e molti altri gruppi religiosi minori, si ebbe quella che molti definirono una dittatura militare. Fra i gruppi repressi dal governo rivoluzionario vi fu quello dei Livellatori che sostenevano l’idea di una società maggiormente egualitaria con diritti politici estesi a tutta la popolazione, al suo interno si sviluppò il movimento degli Zappatori favorevoli all’esproprio generalizzato delle proprietà terriere.

Un ruolo importante nella colonizzazione del Nord America si ebbe da parte dei puritani inglesi. Una parte di questi, come le comunità del Massachusetts e del Maine mantennero i tradizionali costumi rigidi e severi con diritti politici riservati ai membri di chiesa, mentre altri gruppi dimostravano un maggiore dinamismo e diedero vita (Connecticut e Rhode Island) a comunità organizzate in forma democratica. Nel 1647 si costituì la colonia della Pennsylvania costituita dai quaccheri portatori di una nuova religiosità più intimistica, rispettosa delle altre fedi e con minori gerarchie. Intorno al 1660 anche le colonie gestite dalle chiese dovettero accettare una rappresentanza dei non appartenenti all'organizzazione ecclesiastica, mentre ovunque vennero create scuole per eliminare l'analfabetismo. Negli anni successivi le chiese protestanti nei due continenti si orientarono verso il pietismo rinunciando al rigido dogmatismo degli anni precedenti, progressivamente la religione divenne in tutto il mondo occidentale una questione strettamente personale e meno rilevante sotto il profilo politico.

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