Patto della lavagna, le nuove pensioni per Renzi

27 settembre 2016 ore 13:30, Luca Lippi
Col 'patto della lavagna' Renzi introduce l'ultimo giorno di trattative tecniche e politiche sulla riforma delle pensioni e non solo. Sul tavolo di oggi, dopo lo slittamento dal 24 settembre le questioni sono tante, ma pare il governo sia pronto ad affrontare il confronto con le parti sociali avendo già in bisaccia le idee chiarissime, i conti sono fatti e Renzi mette la schiena al muro parlando di passi in avanti piccolissimi (quindi non aspettiamoci grandi evoluzioni) ma pur sempre passi in avanti. Discorso più che condivisibile, ora bisogna vedere quanto condivisi anche dai rappresentanti invitati al tavolo che rimangono piuttosto agguerriti.
Ancora una volta, temi caldi della discussione saranno l’anticipo pensionistico Ape e la Quota 41; negli ultimi giorni il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, si è espresso a favore della riforma pensioni da inserire nella Legge di Stabilità 2017, senza però sottovalutare anche le conseguenze di questa manovra e i rischi che potrebbe comportare, affermando: “Non vogliamo fare degli esodati dell’Ape”, ponendo l’accento sulla necessità di “un lavoro fatto bene tra Governo, Inps, Inail e tutti gli enti interessati” per far sì che si abbiano tutti i numeri.
Quindi è stato questo il motivo dello slittamento dell’incontro dal 24 settembre a oggi, per approfondire meglio le proposte per il 2017 e così giungere ad un’intesa più proficua. Sarà possibile soltanto in questo modo, infatti, discutere dell’anticipo pensionistico in maniera soddisfacente, definendo “quante categorie saranno interessate all’Ape, dove queste iniziano a finiscono e quante sono le persone interessate”.
Cesare Damiano, il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, sulla riforma pensioni per il 2017 ha espresso fiducia, sottolineando l’importanza dell’incontro definitivo di oggi con i sindacati e la necessità di arrivare ad un accordo scritto.
“Si tratta di un punto indispensabile”, ha dichiarato Damiano, “non solo perché scripta manent, ma perché senza un testo sarebbe impossibile una corretta trascrizione legislativa”. Non resta che attendere l’esito dell’incontro di oggi per sapere se questa per i pensionati e per chi vuole andare in pensione potrà essere la volta buona.

Patto della lavagna, le nuove pensioni per Renzi

Intanto, il presidente del Consiglio tirato per la giacchetta, oppure a seguito di una attenta pianificazione comunicativa, si è lasciato trascinare nel “patto della lavagna”, situazione gestita con disinvoltura ma che nasconde qualche lacuna di tipo contabile quando si sottolinea la questione delle coperture, tuttavia è logico pensare che queste siano individuabili giacchè scongiura l'aumento dell'Iva.
Tuttavia, riguardo le pensioni minime Renzi promette che farà di tutto per raddoppiare la quattordicesima: "Alle pensioni minime, a quelli che arrivano fino a 750 euro, viene data oggi una quattordicesima, circa 40 euro al mese. A questi raddopiamo la quattordicesima, in un'unica soluzione, l'obiettivo è avvicinarci a mille euro".
Riguardo le famiglie con disabili ed esodati dice che: “il governo sta lavorando" per far sì che il taglio dell'assegno per chi va in pensione anticipata, per alcune categorie come i genitori di figli disabili, esodati o lavoratori impegnati nei lavoratori usuranti, sia non del 5% l'anno ma tendente allo zero.
Aggiunge Renzi:  "Ci si sta provando, prima di aver la certezza bisogna aspettare la legge di Bilancio che andrà in discussione il 20 ottobre".
Renzi ribadisce che si accederà all’Ape solo su base volontaria specificando: "La questione delle pensioni e' molto delicata e non faccio promesse invano. Gli ottanta euro non andavano ai pensionati. Abbiamo fatto una misura che riguardava il lavoro, poi la tassa sulla prima casa e tasse agricole. Quello che restava fuori sono le pensioni. Ora vogliamo dare una mano". 
Intanto Renzi prosegue e sottolinea a ‘Quinta Colonna’: "Quest'anno si fanno Ires e Iri, si abbassano tutte e due. l'Altra cosa sono le pensioni. A quelli che non sono potuti andare in pensione per la legge Fornero daremo l'Ape, un anticipo, in cambio di circa il cinque per cento in meno. E' una scelta, nessuno deciderà per conto degli altri. Si tratta di persone che sono state fregate, ma non voglio essere demagogico: hanno un po' esagerato lo scalone", ha spiegato ancora il premier.
E poi si spende in una serie di esempi chiarificatori: "Con Ape uno va via con il 95% dello stipendio. Per determinate categorie, chi ha parenti disabili da accudire e chi e' disoccupato e chi ha particolari tipi di lavori usuranti, si cerca di fare non il 95 per cento, ma il 99 per cento". Tutto si può fare? Non proprio, infatti sottolinea Renzi: "bisognera aspettare la legge di stabilita'".
Il 'Patto della lavagna', fa il verso al più noto 'patto con gli italiani' sottoscritto da Berlusconi, 
Riassunto contenuti del ‘patto della lavagna’?
L'obiettivo di arrivare alla soglia dei mille euro per la quattordicesima di quelle minime, fino a 750 euro. "Abbiamo fatto una misura che riguardava il lavoro, poi la tassa sulla prima casa e tasse agricole. Quello che restava fuori sono le pensioni. Ora vogliamo dare una mano. 
Quest'anno si fanno Ires e Iri, si abbassano tutte e due. L'altra cosa sono le pensioni. Riguardo il referendum il premier accetta di elencare voce per voce i risparmi della riforme che, per lui, ammontano a molto più dei 49 milioni l'anno di cui "parlano alcuni giuristi". 
Al termine del conteggio, Renzi cerchia la cifra di 500 milioni di euro. Ai 350 milioni derivanti dalla cancellazione delle Province, spiega, si aggiungono 80 milioni risparmiati dagli stipendi dei senatori, e l'ammontare delle spese di funzionamento del Senato. Infine i risparmi sugli stipendi dei consiglieri regionali che andranno ad occupare gli scranni del nuovo Senato: "Che non e' poco", ha chiosato il premier.

autore / Luca Lippi
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