Mps: nessuna conversione forzata bond subordinati

27 settembre 2016 ore 11:24, Luca Lippi
Il 29 giugno scorso era stata comunicata l’esigenza di un’operazione straordinaria sul capitale di Mps, la stessa è stata ripresa dal Consiglio d’Amministrazione delle ultime ore, stavolta a guida di Marco Morelli nuovo amministratore delegato e Direttore Generale della banca senese.
Nel dettaglio sono stati avviati approfondimenti volti a recepire, nella struttura dell'operazione la possibilità di includere nel contesto dell'operazione un esercizio di liability management (ossia una offerta diretta a titolari di strumenti di debito emessi, o garantiti, dalla Banca, finalizzata alla loro conversione volontaria in capitale) secondo modalità ancora in fase di studio. 
Il Consiglio di Amministrazione "intende finalizzare in breve tempo la struttura più funzionale ad assicurarne il pieno successo". Il serrato calendario per l'istituto senese prevede l'approvazione del piano industriale il 24 ottobre, mentre l'assemblea si terrà entro la fine di novembre.
La parte che interessa direttamente i risparmiatori di Mps riguarda lo studio dulla conversione volontaria dei bond subordinati di Mps in azioni, in sostanza morelli tende una mano alla strategia di non creare panico fra i clienti e soprattutto sedare i timori per tutti di un provvedimento coercitivo che ha avuto già precedenti piuttosto negativi.

Mps: nessuna conversione forzata bond subordinati

Niente conversione forzata
Detta tempi serrati Morelli nella ristrutturazione di Mps: “Alla luce della rapida evoluzione del mercato e delle indicazioni preliminari ricevute da investitori istituzionali  sono stati avviati approfondimenti volti, tra l’altro, a recepire, nella struttura dell’operazione la possibilità di includere nel contesto dell’operazione un esercizio di liability management (ossia una offerta diretta a titolari di strumenti di debito emessi, o garantiti, dalla Banca, finalizzata alla loro conversione volontaria in capitale) secondo modalità ancora in fase di studio”. Il segnale più confortante arriva dalla gran Bretagna, un gruppo di fondi anglosassoni che detengono bond subordinati Mps per 500 milioni di euro ha dato la propria disponibilità a convertire i titoli in azioni, anche se il prezzo proposto è ancora alto. Tuttavia questa disponibilità che si spera arrivi anche da altri istituzioni finanziarie con bond subordinati di Banca Mps, è la via meno “sanguinosa” per tutelare i risparmiatori non speculatori di Mps, una sorta da Bail-in tenue.
Morelli ha fissato con il consiglio di amministrazione il nuovo calendario, veloce e incessante come detta la situazione dell’istituto senese, sarà dunque presentato il piano industriale entro il 24 ottobre.
Il documento presenterà al mercato le strategie di Morelli e della sua squadra, ma soprattutto il roadshow necessario per essere analizzato dai nuovi investitori di Mps.
Contestualmente saranno illustrati i dettagli dell’ipotesi di conversione volontaria dei bond emessi a garanzia della banca e, secondo diverse  fonti a conoscenza del dossier, l’offerta sarebbe aperta a tutti i titolari di bond subordinati Mps. 
Gli approfondimenti che il board ha avviato potrebbero coinvolgere anche i risparmiatori che nel 2008 sottoscrissero il bond da 2,16 miliardi servito a finanziare l’acquisizione di Antonveneta per 9 miliardi.
Aumento di capitale senza diritto d’opzione?
Obiettivo di morelli è quello di individuare un paio di investitori istituzionali disposti ad apportare una cifra compresa tra 1,5 e 2 miliardi svolgendo il ruolo di anchor investor, la condizione sarebbe quella di essere partecipi all’aumento di capitale senza concordare alcun diritto di opzione. Tutto dipenderà anche da quanti bond subordinati Mps verranno convertiti in capitale azionario, e in ogni caso, la negazione dell’esercizio di un diritto di opzione lega gli investitori ad impegnarsi sul piano di ristrutturazione che è noto e non sulle evoluzioni di mercato che per cogliere speculativamente opportunità potrebbero minare il piano stesso.

autore / Luca Lippi
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