Pensioni, ultimi aggiornamenti e il nodo “Ape Social” gratis

27 settembre 2016 ore 12:56, Luca Lippi
Lo stato dell’arte ad oggi riguardo la riforma delle pensioni è il seguente, l’unica aggiunta è l’amppliamento dell’Ape Social. Intanto in sintesi quello che è sicuro, poi un approfondimento sulla penalizzazione dell’Ape:
L’Ape (Anticipo di Pensione) è quasi certezza come anche la quattordicesima mensilità per molti pensionati che verrà erogata nel corso del2017, su quest’ultimo tema negli ultimi giorni sono emerse ulteriori novità.
Ape: è un provvedimento che permetterà a tutti i lavoratori privati e della Pa, ma anche gli autonomi, per le partite Iva iscritte alla gestione separata, per i commercianti e gli artigiani  di poter andare in pensione in maniera anticipata. 
Il requisito necessario è quello di possedere 63 anni di età in questo modo potranno aderire alla pensione anticipata 3 anni e 7 mesi prima della normale pensione di vecchiaia.
L’Ape non sarà un provvedimento definitivo ma verrà adottato in maniera sperimentale per un periodo di 2 anni, ricordiamo che l’Ape avrà un costo sull’assegno di pensione ma per le categorie di lavoratori maggiormente disagiate dovrebbe essere sostanzialmente gratuito, mentre per i lavoratori meno disagiati con un importo di pensione più elevato dovrebbe incidere tra il 5% ed il 10% sull’assegno pensionistico.
Quattordicesima mensilità: durante l’incontro tra i Sindacati ed il Governo si era raggiunto l’accordo sull’erogazione nel corso del 2017 di una mensilità in più per favorire le categorie di pensionati più svantaggiate, in primis si era deciso di estendere il provvedimento a tutti i pensionati che percepivano meno di 750 euro lordi mensili, ma negli ultimi giorni il governo ha fatto sapere che è stato aumentato il numero degli interessati, attualmente potevano beneficiare della quattordicesima tutti coloro che percepivano una pensione fino a 750 euro al mese, ora invece rientrano anche tutti i pensionati che percepiscono una pensione fino a 1.000 € mensili.
Non c’è solo Ape e quattordicisima sul tavolo delle trattative, c’è anche il blocco della speranza di vita, il bonus dei lavoratori precoci, la ricongiunzione dei contributi, la perequazione delle pensioni e la questione dei lavoratori precoci.
Il governo non per ora è stato molto chiaro affermando che non ci sono risorse economiche per poter intervenire su tutte le questioni che interessano il mondo pensionistico e lavorativo.
Fatti salvi l’Ape e la Quattordicesima, per gli altri temi ci sono solo delle proposte o delle piccole modifiche ma che al momento restano tali come l’abbassamento dell’attuale tetto dei 42 anni e 10 mesi di contributi per chi ha cominciato a lavorare tra i 14 e i 18 anni, o come l’ottava salvaguardia degli esodati per la quale i sindacati stanno spingendo affinché si arrivi ad una conclusione positiva del problema.

Pensioni, ultimi aggiornamenti e il nodo “Ape Social” gratis

In attesa si concluda il tavolo tecnico e di confronto fra parti sociali e governo, gli aggiornamenti e eventuali modifiche si concentrano dunque sulla penalizzazione dell’Ape.
Le ultime notizie riguardano in particolare l’Ape Social quella particolare ipotesi di uscita anticipata dal mondo del lavoro ma a costo zero che il Governo intende riservare a quelle categorie svantaggiate di lavoratori quali disoccupati, disabili e lavoratori inabili a causa di infortunio sul lavoro ma anche lavoratori che svolgono attività usuranti.
Mentre sono ancora incerti alcuni punti chiave della riforma pensioni quali lavoratori precoci, ottava salvaguardia e lavori usuranti, le intenzioni del Governo sulla possibilità di una uscita anticipata dal mondo del lavoro sono chiare: la pensione anticipata sarà concessa ai lavoratori over 63 che attraverso l’Ape potranno accedere alla pensione anticipata grazie a un prestito bancario.
Poi il Governo ha studiato, e si confronta su questo punto oggi, la possibilità di consentire l’accesso all’uscita anticipata mediante l’Ape Social ad un numero maggiore di lavoratori: l’obiettivo dei tecnici del Governo sarebbe quello di ampliare le categorie svantaggiate di lavoratori che potranno accedere all’Ape Social senza dover aumentare di molto le risorse stanziate per sostenere il costo dell’uscita anticipata dal mondo del lavoro, che ricordiamo sarebbe a costo zero in caso di Ape Social.
Chi andrà in pensione anticipata con l’Ape social?
L’Ape social, che consente a costo zero di accedere alla pensione anticipata senza penalizzazioni in quanto il contributo per l’uscita dal mondo del lavoro sarà a carico dello Stato, nasce per particolari categorie di lavoratori.
Il Governo starebbe valutando due possibili strade: far rientrare nella platea dell’Ape Social anche i lavoratori che svolgono attività con un elevato rischio da infortunio sul lavoro oppure anche quei lavoratori che svolgono mansioni faticose, ma in questa seconda ipotesi ci sarebbero alcune limitazioni legate al valore lordo della pensione.
La prima soluzione porterebbe ad ampliare la categoria di lavoratori che potranno beneficiare del’Ape social, perchè includerebbe anche i lavoratori del settore edile, i macchinisti e forse i marittimi, mentre sarebbero esclusi gli insegnanti delle scuole primarie e d’infanzia e gli infermieri che invece potrebbero rientrare nell’Ape Social con la seconda soluzione.
Questa duplice possibilità è sul tavolo di oggi fra le varie questioni da sciogliere che presumibilmente sarebbero dettagli all’impianto generale.
Cruciale sarà inoltre stabilire quale sarà il limite massimo dell’assegno pensionistico per poter beneficiare dell’Ape social. Il Governo e sindacati sono ancora lontani da un accordo: per il Governo l’importo non deve superare i 1.500 euro lordi al mese, mentre i sindacati spingono per arrivare fino a 1.650 euro lordi.

autore / Luca Lippi
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