Fuocoammare, l'ex sindaco leghista Maraventano: "Non l'ho visto, altre priorità"

27 settembre 2016 ore 15:34, Andrea De Angelis
I migranti di Rosi nella notte degli Oscar, un sogno che potrebbe avverarsi. Il documentario Fuocoammare, girato interamente all'isola di Lampedusa, già orso d'oro a Berlino, è il titolo italiano in corsa per il film straniero. "Questo è il film di tutti", dice Rosi e cita anche Barack Obama. Ma c'è chi a Lampedusa non mostra lo stesso entusiasmo. L'ex sindaco Angela Maraventano, già senatrice della Lega Nord e nuovamente candidata come primo cittadino dell'isola, lo dice nell'intervista a IntelligoNews: "Il documentario non ha menzionato affatto i nostri problemi, ma solo il fenomeno dell'immigrazione clandestina e di chi accoglie queste persone. Non ha detto che a Lampedusa non si partorisce ancora sull'isola o che i trasporti non funzionano...".

Con Fuocoammare Lampedusa correrà per l'Oscar. Come commenta?
"Lampedusa merita tutte queste cose, ma mi dà fastidio la speculazione che ci potrebbe essere". 

In che senso?
"Molte cose sono vere, altre no. Io sono contenta perché Lampedusa è una bellissima isola, la realtà è quella. Tranne qualche cosa, non andava impostato in questo modo. Di certo questa candidatura non risolve i nostri problemi: c'è gente che muore di fame, malati tumorali che devono andare a fare la chemioterapia perché qui non esiste un presidio ospedaliero per poterla fare, abbiamo le mamme che partoriscono ancora a Palermo. Va bene la bellezza dell'isola, ma qui ci sono problemi seri". 

Il regista ha infatti acceso i riflettori su un dramma umano.
"Il documentario non ha menzionato affatto i nostri problemi, ma solo il fenomeno dell'immigrazione clandestina e di chi accoglie queste persone. Non ha detto che a Lampedusa non si partorisce ancora sull'isola o che i trasporti non funzionano". 

Fuocoammare, l'ex sindaco leghista Maraventano: 'Non l'ho visto, altre priorità'
Delle lacune importanti?

"Non importanti, ma importantissime! Il popolo di Lampedusa ha bisogno di queste cose quotidianamente. Che poi il mare è bello, il fenomeno esiste e la gente è accogliente non lo mettiamo in dubbio, ma non risolve i problemi dell'isola". 

Rosi è un regista, non un politico. 
"Infatti nel mio programma elettorale la priorità non sarà l'immigrazione clandestina, ma i problemi seri del mio popolo". 

Immagino che lei abbia seguito le riprese del documentario, ha qualche aneddoto da rivelarci?
"Io il documentario non l'ho visto, non ne ho avuto il tempo. Per me ci sono altre priorità. Mi hanno raccontato, a qualcuno è piaciuto, ad altri no. Ci sono state delle scene riprese come se fossero state nella realtà di oggi, ma erano cose che accadevano 70 anni fa. Oggi queste cose non esistono più, ci sono i computer e i telefonini...". 

Farà comunque il tifo per l'Oscar?
"Il tifo va fatto, ma mi piacerebbe che si mettessero in evidenza anche i problemi del mio popolo". 
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