L'Fmi dà una mano a Renzi: "Allentare il Patto di Stabilità" grazie ai migranti

27 settembre 2016 ore 16:11, Lucia Bigozzi
L’Fmi sta con Renzi, o viceversa. Al di là del chi sta con chi, il punto è la convergenza sul patto di stabilità alla voce ‘allentamento’ sul capitolo migranti. Se il premier italiano all’Europa chiede di tenere fuori dal Patto sulle regole fiscali ed economiche, il Fondo monetario internazionale praticamente dice la stessa cosa quando in una nota sostiene che “il Patto di Stabilità e Crescita dovrebbe consentire un marginale allentamento dei target di bilancio per contemplare i costi dei rifugiati nel breve termine”. Non solo, nella nota si fa notare come proprio in Europa sono diretti un numero di rifugiati “senza precedenti”, che i numeri attestano in 1,25 milioni di richieste di asilo presentate alla fine del 2015, con un trend in aumento anche per l’anno che si sta chiudendo. 

L'Fmi dà una mano a Renzi: 'Allentare il Patto di Stabilità' grazie ai migranti
Secondo l’Fmi (come riporta l’Agi) il flusso complessivo di nuovi rifugiati è aumentato a quota 4,5 milioni negli anni 2014-2015, ovvero pari all’incirca alla metà del totale dei migranti.
“Il trend in aumento delle migrazioni”, sottolinea l’Fmi nel suo rapporto, si sta trasformando in una “questione pressante”, resa più pesante dalla crisi dei rifugiati dal Medio Oriente e dal Nord Africa. Una migrazione, insomma, che per il Fondo monetario internazionale “la migrazione può esacerbare tensioni sociali e creare contraccolpi nei Paesi di accoglienza ma le passate esperienze suggeriscono che può comportare guadagni in termini di crescita, produttività e sollievo rispetto all'invecchiamento della popolazione”. Se tra i rifugiati il numero più alto è rappresentato dai bambini, per quanto riguarda gli immigrati in generale si tratta di persone in età lavorativa, con oltre il 70% tra i 20 e il 64 anni. Infine, il focus sulle spese: all’ all'Eurozona possono costare fino allo 0,2% del Pil e per l'Fmi, la parte più consistente sarà sopportato da Austria, Finlandia, Germania e Svezia. Per Stoccolma in particolare si prevede che il costo dei rifugiati ammonterà quest'anno all'1% del Pil. Invece, nel lungo periodo, la migrazione ha può contribuire a “ridurre la pressione fiscale collegata all'invecchiamento della popolazione” nei paesi di accoglienza. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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