Terra Santa, Disegni: "Tregua è un sollievo, ma è difficile definire vincitori e vinti"

28 agosto 2014, Micaela Del Monte
Vista la tregua umanitaria imposta tra Israele e Hamas IntelligoNews ha contattato Simone Disegni, il Presidente dell'Ugei (Unione Giovani Ebrei d'Italia), per sapere come quest'ultimo conflitto possa aver segnato le due parti e come la tregua abbia cambiato le carte in tavola. 

Tregua tra Israele e Hamas: chi sono i vincitori e chi i vinti? Si può parlare di pareggio?

«È una bella domanda sulla quale penso anche gli analisti in Israele e in Palestina si stiano interrogando in questi giorni ed è un grande dibattito. Sicuramente ad Hamas, nonostante i festeggiamenti e queste scene che si sono viste a Gaza, è stato inflitto un colpo durissimo che non ha  definitivamente sradicato l'organizzazione ma l'ha sicuramente molto molto indebolita. Certamente anche per Israele è stata un'operazione dolorosa, sia in termini di vite umane che a livello economico e di paura per i cittadini. È difficile dire però che gli israeliani ne siano usciti vincitori e i palestinesi sconfitti, ma sicuramente la tregua è un sollievo per entrambe le parti».

 
Terra Santa, Disegni: 'Tregua è un sollievo, ma è difficile definire vincitori e vinti'
È corretto affermare che cambia poco o nulla rispetto all'inizio del conflitto?

«Questo penso proprio di no, quando ci sono operazioni prolungate di questo tipo sicuramente delle dinamiche si innestano e alcune cose mutano. Non è detto che non ci siano prossimamente dei risvolti politici sulla composizione del Governo in Israele, così come dall'altra parte si spera che una fazione più moderata e dialogante abbia acquistato un po' più di potere». 

Con il fenomeno dell'ISIS i media hanno trascurato quelle che sono le state le ultime vicende del conflitto Israelo-palestinese? C'è stata una sorta di schizofrenia tra il mese di luglio e quello di agosto? 

«Il termine schizofrenico credo descriva al meglio la situazione. Certamente il meccanismo con cui funzionano i media, almeno quelli main stream, è abbastanza inspiegabile: in alcuni momenti al conflitto tra Israele e Hamas a volte viene riservata un'attenzione maniacale che poi in altri momenti, anche nel giro di poche settimane, cade nell'oblio più totale. Dall'altra parte gli orrori compiuti dall'ISIS, e dalle milizie islamiste in Siria e in Iraq, non sono iniziati solo dopo l'allentamento della tensione tra Israele e Gaza. È assurdo che l'opinione pubblica si stia forse risvegliando solamente adesso di fronte a queste stragi quando succedevano già da parecchio tempo».  

Ha ragione il Papa quando parla di "Terza Guerra Mondiale" spezzettata?

«È un'espressione forte senza dubbio, ma ha il pregio di risvegliare l'Occidente e soprattutto l'Europa che bene o male è un po' assopita e vive in un mondo che ormai non esiste più. È una dichiarazione che dovrebbe allarmarci e farci notare che ovunque intorno a noi ci sono focolai di conflitto a cui dobbiamo per forza far fronte e se possibile renderci conto che ne siamo anche protagonisti. Sono parole forti, consapevolmente forti, ma utili al fine di sensibilizzare cittadini e politici soprattutto in Europa». 

Una battuta sulla maglietta commercializzata (e poi ritirata) da Zara? 

«Per fortuna, come prevedibile, l'azienda ha annunciato il ritiro della maglia. Non è la prima volta che "scappano" gaffes di questo tipo, sicuramente è stato un gesto squallido che ha generato sdegno, ma l'importante è che la reazione sia stata forte sia da parte dell'opinione pubblica che da parte dell'azienda».
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