Poletti: "Non toccheremo le pensioni. Basta scazzottate su art.18"

28 agosto 2014 ore 15:55, Giuseppe Tetto
Poletti: 'Non toccheremo le pensioni. Basta scazzottate su art.18'
Con l’approssimarsi della Legge di Stabilità, già molti tremano all’ipotesi di prelievi forzosi da parte del governo per riequilibrare le casse. Voci  che voglio svanire il famoso bonus degli 80 euro o di un recupero fondi dalle pensioni stanno circolando da qualche giorno, creando non pochi imbarazzi fra le fila dell’esecutivo. Ma a gettare  acqua sul fuoco ci ha pensato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti intervenendo al Meeting dell’amicizia di Rimini, dove ha assicurato che non ci sarà nessun intervento sulle pensioni in Legge Stabilità: «In linea di principio, senza far riferimento ad alcun progetto avevo detto una cosa che credo normale, che possa esserci una atto di solidarietà nel sistema previdenziale. Che bisognerebbe trovare un modo per gestire insieme equità e crescita». Sulla questione degli 80 euro, dopo che l’Istat ha fatto sapere che la loro erogazione non ha smosso il mercato interno, il Ministro rassicura che non saranno toccati: «Quella degli 80 euro è una scelta che vogliamo consolidare e nella legge di Stabilità confermeremo. Continuiamo a pensare che questa sia una tipologia di intervento che nel medio periodo produrrà i propri risultati. Dobbiamo fare i conti con queste dinamiche anche dal punto di vista dei tempi». Altro argomento sul tavolo della discussione affrontato da Poletti è la spinosa questione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori: «Tutte le volte che ci siamo infilati in una bella scazzottata sull'articolo 18 non abbiamo combinato niente, tante legnate ma risultati zero», dice il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. «Fare un intervento secco su una articolo significa fare a botte, proviamo invece a fare un disegno organico»: così quello del Governo Renzi è «un approccio diverso», a partire dal varare soluzioni come una «pura semplificazione». Sul piatto anche l’introduzione di nuove forme contrattuali. Va fatta «una valutazione nel concreto», dice il ministro Giuliano Poletti, parlando del contratto a tutele crescenti previsto dal "jobs act", in legge delega: servirà, sottolinea, «un costo più basso quantomeno nella fase iniziale, altrimenti tutti gli imprenditori userebbero la formula più efficiente ed economica per le imprese». Servono «caratteristiche diverse di flessibilità e costo». Serve «una buona regolazione: non crea posti di lavoro da sola ma condiziona le decisioni delle imprese, è un elemento che pesa sulle scelte», dalle assunzioni agli investimenti. E a chi gli chiede delucidazioni sulle voci che lo vogliono in bilico come ministro del Lavoro risponde tranquillo: «Mi sento stabilissimo». Con Renzi  «ho parlato anche ieri». Nessun dissapore.
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