Sindrome Down, rivoluzione Ohio: vietato abortire

28 agosto 2015, Americo Mascarucci
Sindrome Down, rivoluzione Ohio: vietato abortire
Dall’America arriva una notizia che farà felici gli antiabortisti. L’Ohio infatti presto avrà una legge che proibisce l’aborto volontario in seguito a una diagnosi prenatale di sindrome di Down. 

L’Assemblea legislativa dello Stato americano dovrebbe approvare il provvedimento già a settembre con il voto favorevole di tre terzi dell’assemblea. La sindrome di down è facilmente riscontrabile durante le fasi della gravidanza al punto da consentire il ricorso quasi automatico all’aborto. Secondo un sondaggio, addirittura il 90% delle donne che scoprono di portare in grembo un figlio affetto dalla sindrome, sceglierebbe volontariamente di interrompere la gravidanza. 

Da qui quindi l’iniziativa dell’Associazione per il diritto alla vita dell’Ohio che è riuscita a “partorire” una proposta di legge raccogliendo intorno ad essa un ampio consenso parlamentare.  Il Governatore dello Stato, il repubblicano John Kasich, ha introdotto diverse limitazioni al ricorso all’aborto, ma su questa specifica vicenda al momento sembra tenersi fuori; non perché contrario, ma essendo in corsa per le presidenziali del prossimo anno forse teme di esporsi troppo su un argomento che comunque continua a divedere profondamente l’opinione pubblica. 

I difensori dell’aborto infatti hanno già evidenziato come la legge in fase di approvazione sarebbe in contrasto con la sentenza della Corte Suprema americana del 1973 che ha stabilito come una tale legge violerebbe la sentenza con cui la Corte Suprema americana del 1973 ha stabilito il diritto della donna di interrompere una gravidanza fino a quando il feto può sopravvivere fuori dall’utero. 

La legge inoltre riconoscerebbe il feto come persona, un principio che non risulterebbe ammesso dall’ordinamento statunitense. L’aborto è un argomento che da anni divide l’America, con i Democratici generalmente aperti al tema dei diritti civili e delle libertà individuali e i Repubblicani invece più tradizionalisti e attenti alla difesa dei valori etici. In questo caso il discorso si fa ancora più complesso perché di fatto la legge andrebbe ad impedire il ricorso all’aborto nel caso di figli affetti da sindrome di down. 

Una legge quindi che va a configgere fortemente con la libertà di coscienza del singolo individuo e che non può non aprire un dibattito di carattere prettamente etico. E’ legittimo o no abortire nel momento in cui un figlio è destinato a nascere con una malformazione? Deve essere tutelato di più il diritto del nascituro a vedere sempre e comunque la luce o quello della madre a non dover mettere al mondo un figlio “indesiderato”? 

Una legge quella dell’Ohio che, una volta approvata, consentirebbe di combattere la “cultura dello scarto”, quella che porta al rifiuto di tutto ciò che può ostacolare il desiderio di felicità dell’individuo riducendo anche la vita umana ad un bene di consumo, usa e getta. Ma la società del relativismo etico, sarà disposta ad accettare una simile rivoluzione? 

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