Lavoro, crescono i contratti a tempo indeterminato… anzi no!

28 agosto 2015, Luca Lippi
Lavoro, crescono i contratti a tempo indeterminato… anzi no!
25 agosto 2015:
Il ministero del lavoro diffonde i dati sul lavoro. Da gennaio a luglio, secondo i dati ricavabili dal Sistema Informativo delle Comunicazioni obbligatorie gestito dal ministero del Lavoro (al netto del settore domestico e della Pa), la variazione è del 30,5% rispetto allo stesso periodo del 2014 (mentre le cessazioni aumentano del 4,9%). Crescono del 2,3% le attivazioni a tempo determinato (a fronte di +6,7% di cessazioni) mentre cala apprendistato (-13,8%) e contratti di collaborazione (-15%). A luglio il saldo fra i posti a tempo indeterminato persi e assunzioni stabili è positivo per 27.375 unità. 
Nel dato sono comprese le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato pari a 27.328. A giugno il saldo era positivo per 24.883 posti. I contratti a tempo indeterminato (trasformati da tempo determinato) sono 630.585.

27 agosto 2015: sorridete, siamo su “scherzi a parte”! 

Dal dicastero del ministro Poletti è arrivata la correzione dei dati diffusi ieri sui contratti di lavoro in tutti i settori economici, esclusi quello domestico e nella Pubblica Amministrazione. "Purtroppo, un errore nei calcoli concernenti le diverse componenti ha prodotto valori non esatti" si giustificano da Via Veneto diffondendo la nuova tabella sui primi sette mesi del 2015.

Con la variazione si dimezza il numero dei contratti registrati in più a tempo indeterminato, comprese le stabilizzazioni, favorite dai nuovi sgravi contributivi per il datore di lavoro che trasforma un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato. Il numero scende da 630.585 a 327.758.

A parte tutte le considerazioni del caso (il beneficio per un errore si concede a tutti) la realtà è che lo Jobs Act (Legge n. 183/2014 più decreti attuativi del marzo 2015) introduce il contratto unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti, nei fatti di indeterminato esiste solamente il nome . Tradotto per chi non è conscio di quanto sta accadendo, il contratto unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti non è altro che precarietà illimitata. 

Lo spieghiamo nel dettaglio qui; tuttavia è utile ricordare che agosto è il mese delle smentite e delle correzioni, solo fra ieri e oggi ce ne sono state due, forse quella più importante è la sconfessione “diretta” da parte di Padoan nei confronti di Renzi. 

In sintesi ieri, sempre dal Meeting di Rimini, il ministro Padoan ha “redarguito” Renzi, in modo nemmeno tanto soft, riportandolo con i piedi per terra. 

Renzi promette di eliminare le tasse sulla casa ma Padoan gli ricorda che “per essere credibili bisogna tagliare la spesa”.

Poi si abbandona a una insolita ironia strigliando l’esuberanza del Capo del governo: “Mi piacerebbe tagliare 50 miliardi di tasse domani, come molti mi suggeriscono, magari! Ma la vera questione è il finanziamento dei tagli, ecco perché serve un orizzonte medio - lungo, pari ad una legislatura”. E prosegue: “Sostegno alle imprese e alle famiglie sulle tasse sulla casa” (Padoan non pronuncia mai Imu e Tasi) ma ricorda che “bisogna tornare ad aiutare le imprese e i redditi più bassi”.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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