Sud Italia a rischio desertificazione: allarme del Cnr

28 agosto 2015, intelligo
Aumento delle migrazioni e diminuzione delle colture. Sono solo due degli effetti che la desertificazione potrebbe portare nel Sud dell'Europa, Italia compresa. 

Sud Italia a rischio desertificazione: allarme del Cnr
A lanciare l'allarme sono degli studi recenti del Consiglio nazionale delle ricerche. Spiega Mauro Centritto, del CNR, su Focus: «In Italia, gli ultimi rapporti mostrano che è a rischio desertificazione quasi 21% del territorio nazionale, il 41% del quale nel sud del Paese. Sono numeri impressionanti che raccontano di un problema drammatico di cui si parla troppo poco».

La prolungata siccità degli ultimi mesi ha riportato in primo piano il problema delle aree a rischio di desertificazione della nostra penisola.
Nel mondo la situazione è altrettanto seria. Sempre secondo Centritto le aree siccitose (ossia sofferenti per scarsità cronica di piogge) coprono oltre il 41% della superficie terrestre, dove vivono circa 2 miliardi di persone. Il 72% delle terre aride si trova in Paesi in via di sviluppo, e la correlazione aridità-povertà è evidente.
 
Ma, tornando in Italia, continua il ricercatore: «In Sicilia le aree che potrebbero essere interessate da desertificazione sono addirittura il 70%, in Puglia il 57%, nel Molise il 58%, in Basilicata il 55%, mentre in Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania sono comprese tra il 30 e il 50%».
 
Scenari drammatici, in particolare considerato quanto è importante il suolo della nostra penisola per l’agricoltura e, attenzione, se nel mondo aumenteranno i territori inospitali, aumenteranno allo stesso ritmo le ondate migratorie

«A essere maggiormente colpiti dalla siccità sono infatti i Paesi del bacino del Mediterraneo, tra i più fragili dal punto di vista ambientale e antropico», afferma ancora il ricercatore. «Molte delle persone che arrivano da noi non fuggono dalla guerra - o solo dalla guerra - ma da aree rese invivibili dalla desertificazione: sono rifugiati ambientali. Il loro numero è destinato a crescere nel prossimo futuro. Occorre un approccio sistemico al problema, capace di riportare in equilibrio ecologico i territori a rischio».


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