Embrioni umani: no di Strasburgo alla vedova di Nassiriya

28 agosto 2015, intelligo
Embrioni umani: no di Strasburgo alla vedova di Nassiriya
La Corte europea per i diritti umani di Strasburgo dice sì all’Italia che vieta la donazione di embrioni umani per la ricerca scientifica. Dunque, nessuna violazione della Convenzione europea sui diritti dell’uomo. Lo spiega una nota stampa distribuita oggi dalla Corte e il caso riguarda Adelina Parillo. 

Nel 2002, la donna ricorse alla fecondazione in vitro insieme al partner, ottenendo cinque embrioni che non sono stati pero' mai impiantati a causa della morte del compagno nel novembre 2003 nell’attentato di Nassiriya dove persero la vita dodici militari italiani.

La donna rinunciò al progetto di maternità ma decise di donare gli embrioni per la ricerca scientifica, in particolare per la cura di malattie rare, ma la legge vieta tuttavia esperimenti sugli embrioni umani. La richiesta della donna fu rifiutata nonostante fosse arrivata prima che l'attuale legge che vieta l'uso di embrioni umani entrasse in vigore, nel 2004. 

La Corte motiva la decisione di oggi affermando che la preparazione della legge italiana “ha generato un dibattito significativo” e che le autorità italiane “hanno preso in considerazione l'interesse dello Stato nel proteggere l'embrione e l'interesse degli individui coinvolti”, come si legge nella nota.

Non solo: i giudici della Corte ritengono che in questo caso specifico “il divieto è necessario in una società democratica” in quanto non ci sono prove che il compagno della donna fosse d'accordo con la donazione degli embrioni per la ricerca scientifica. Per la prima volta però, la Corte ha accettato il principio che una decisione sulla sorte di un embrione riguarda la vita privata di una persona. Un fatto che potrebbe aprire la strada ad altri possibili ricorsi.

Intanto, il legale della donna, Nicolò Paoletti, manifesta la delusione sul pronunciamento della Corte di Strasburgo ma rimanda "alla sentenza della Consulta" in Italia attesa per i prossimi mesi. I giudici dovranno decidere proprio sul divieto di donazione degli embrioni umani alla ricerca scientifica previsto dalla legge del 2004.

Sul caso si è aperto un dibattito. Per il genetista del Bambin Gesù di Roma, Bruno Dallapiccola – sentito dall’agenzia Adnkronos Salute - la pronuncia della Corte di Strasburgo “mi pare equilibrata. In effetti gli embrioni sono al 50% della mamma e al 50% del papà. In mancanza di un consenso esplicito del compagno defunto della signora a donare gli embrioni alla ricerca medica, mi sembra corretto questo tipo di pronunciamento della Corte”.

LuBi
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]