Sorprese dei costi della politica: Valle d'Aosta e Trentino le "pecore nere"

28 agosto 2015, Adriano Scianca
Sorprese dei costi della politica: Valle d'Aosta e Trentino le 'pecore nere'
Sono la Valle d'Aosta e il Trentino Alto Adige, con 143,4 euro e 63,5 euro per abitante, le realtà regionali che spendono di più per "mantenere" il ruolo dei rappresentanti politici locali. Lo rileva l'Istituto Demoskopika, che ha rielaborato i dati contenuti nel sistema informativo Siope per il 2009, 2014 e 2015.

In Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige la democrazia costa rispettivamente sei e tre volte in più di quella italiana. Per mantenere le spese di funzionamento degli organi istituzionali locali, infatti, in Valle d’Aosta, nel 2014, sono stati spesi 18,4 milioni di euro pari a ben 143,5 euro per ciascun valdostano e nel Trentino Alto Adige poco meno di 67 milioni di euro pari a 63,5 per abitante. 

I pagamenti effettuati in Italia nel 2014 per le indennità degli organi istituzionali degli enti territoriali sono pari a 1,4 miliardi, poco più di 23 euro a cittadino. Una spesa in diminuzione di 420 milioni di euro rispetto al 2009 (-22,9%) quando i costi della rappresentanza locale erano stati poco più di 1.827 milioni di euro. Fra le altre “pecore nere”: Molise con una spesa di 16,8 milioni di euro (53,5 euro pro capite), Basilicata con una spesa di 29,4 milioni di euro (50,8 euro pro capite), Sardegna con una spesa di 80,7 milioni di euro (48,5 euro pro capite). 

E, ancora, la Calabria che nel 2014 ha generato costi per la rappresentanza locale pari a 92,3 milioni di euro (46,6 euro pro capite), la Sicilia con una spesa pari a 207,1 milioni di euro (42,6 euro pro capite) e l’Umbria con una spesa pari a 32,1 milioni di euro (35,9 euro pro capite). 

Con uno sforamento della spesa significativamente minore alle precedenti regioni anche se al di sopra della media italiana si posizionano i governi locali dell’Abruzzo con una spesa pari a 42,1 milioni di euro (31,5 euro pro capite), del Friuli Venezia Giulia con una spesa pari a 38 milioni di euro (31 euro pro capite), della Liguria con una spesa pari a 39,5 milioni di euro (24,8 euro pro capite), del Piemonte con una spesa pari a poco più di 110 milioni di euro (24,8 euro pro capite) e, infine, delle Marche con una spesa pari a 36,3 milioni di euro (23,4 euro pro capite). 

Sul versante opposto, a conquistarsi il podio delle regioni “formiche”, meno dispendiose, Lazio e Lombardia i cui governi della rappresentanza locale hanno generato costi rispettivamente per 75,1 milioni di euro pari a 12,8 euro per abitante e per 128,7 milioni di euro pari a 12,9 euro per abitante. 

La graduatoria delle realtà regionali “virtuose” prosegue con la Campania le cui spese di funzionamento dei governanti locali sono state, nel 2014, pari a 90,1 milioni di euro (15,3 euro pro capite) e la Toscana con costi generati in rappresentanza locale di 57,6 milioni di euro (15,4 euro pro capite). Seguono l’Emilia Romagna con una spesa pari a 74,9 milioni di euro (16,8 euro pro capite), il Veneto con una spesa pari a 84,5 milioni di euro (17,1 euro pro capite) e, infine, la Puglia con una spesa pari a 77,9 milioni di euro (19,1 euro pro capite).
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