Istat, sale la fiducia nei consumatori. Le imprese non ci credono

28 agosto 2015, Luca Lippi
Istat, sale la fiducia nei consumatori. Le imprese non ci credono
Il governo deve ingoiare un altro “ni” dalla platea di cittadini e imprenditori che osservano il suo operato. L’Istat fornisce l’immagine dai toni sbiaditi sull’indice di fiducia di famiglie e imprese per il mese di agosto.

L'indice di fiducia delle famiglie aumenta a 109 da 106,7 specialmente in relazione al clima economico (incremento maggiore). quello delle imprese, invece, scende "lievemente" a 103,7, da 104,3 di luglio.

FAMIGLIE: le singole componenti segnano 132,3 da 128,2 quello della componente economica, a 101,4 da 99,5 quella personale, a 104,0 da 101,7 la fiducia corrente e a 117,4 da 114,7 quella futura. Migliorano giudizi e attese sulla situazione economica del paese (a -62 da -68 e a 5 da -4, i rispettivi saldi). Gli intervistati giudicano in crescita i prezzi nei 12 mesi passati e anche per i prossimi 12 mesi (a -14 da -17 e a -14 da -22, i saldi). Diminuiscono lievemente le attese di disoccupazione (a 27 da 28).

IMPRENDITORI: Il clima di fiducia cresce nel comparto delle imprese del commercio al dettaglio
(107,5 da 106,9) e delle costruzioni (119,5 da 117,6) mentre diminuisce in quelle manifatturiere (102,5 da 103,5) e anche, marginalmente, in quelle dei servizi di mercato (109,7 da 109,9). Tra le manifatturiere peggiorano i giudizi sugli ordini e rimangono stabili le attese sulla produzione.

Ci riserviamo un’analisi più attenta dei dati, tuttavia emerge una sostanziale “stagnazione” nei giudizi degli intervistati, è comunque necessario sottolineare che il dato è stato estratto in un clima di pausa lavorativa dove naturalmente “il vizio” di riporre buone prospettive nel principio di un nuovo ciclo lavorativo è inevitabile.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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