Rivoluzione Barilla: ora la pasta è in 3D. Addio bucatini all'amatriciana?

28 aprile 2015, Marta Moriconi
Rivoluzione Barilla: ora la pasta è in 3D. Addio bucatini all'amatriciana?
Ora Barilla stampa la pasta in 3D e lo fa nello stabilimento di Parma. E' un progetto che può e vuole realizzarsi per permettere a tutti di personalissima forme da gustare. E l'idea piace.
 
LA NOVITA' SECONDO BARILLA: A spiegare il progetto a La Repubblica, nato con i ricercatori olandesi del Tno tre anni fa, è stata la vice presidente del settore ricerca e sviluppo, Michela Petronio, che parla della tecnologia della stampa 3D applicata al suo "prodotto ideale": la pasta, perché "è liquida, semplice, fatta solo di acqua e semola".

PROCEDURA:  Non occorre altro e servono solo pochi minuti per un pezzo di pasta, ma Petronio avverte: “Adesso siamo vicini a stampare un piatto di pasta in due minuti”. 
Dal computer, dove vengono caricati i formati, alla trasmissione alla stampante è un attimo. Non manca che inventarsi sempre nuove forme: e c'è il concorso di design con 530 candidati e 216 progetti. Ma ci sono già i vincitori. Tre: le rose, i vortici e le lune. 

USO: Ovviamente è possibile l’uso domestico ma sono i ristoranti a guadagnarci di più: si potrà ordinare non solo a proprio gusto, ma anche secondo il formato preferito. 
Idem per le attività di vendita che vorranno soddisfare i clienti: "E poi immaginate di indossare il vostro braccialetto elettronico che vi dirà quante calorie vi servono e quante ne avete consumate — avverte la Petronio — e che questo si connetta con la stampante per produrre il piatto di pasta che fa per voi: un giorno con più fibre, un giorno con i grani antichi, un giorno con le verdure. Non è solo design, è anche un’idea diversa di alimentazione e di gastronomia". 

Altro che bucatini all'amatriciana, tra poco potrebbero trasformarsi in lunette...
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