Processo Yara, la criminologa Bruzzone: "Ormai non ci sono dubbi alcuni"

28 aprile 2015, Andrea De Angelis
Massimo Bossetti sarà processato il 3 luglio davanti ai giudici della Corte d'Assise di Bergamo per l'omicidio della tredicenne Yara Gambirasio. L'ha deciso il gup di Bergamo Ciro Iacomino. Durante l'udienza preliminare i difensori dell'uomo avevano chiesto di riptere il test sul Dna del loro assistito. Richiesta, però, respinta dal Gup.
IntelligoNews ne ha parlato con la criminologa Roberta Bruzzone...

Processo Yara, la criminologa Bruzzone: 'Ormai non ci sono dubbi alcuni'
Un'udienza preliminare priva di sorprese quella di ieri?

«Ma sì, con la scienza non si gioca. C'è stato un tentativo, secondo me anche abbastanza maldestro, da parte della difesa di cercare comunque di gettare fumo negli occhi. Un tentativo per certi versi legittimo, fanno il loro mestiere dinanzi a una situazione complessa e critica, ma non c'è mai stato alcun dubbio sulla qualità del profilo genetico nucleare che è del signor Bossetti. Non ci sono dubbi alcuni».  

Invece il dna mitocondriale?

«L'esame sul dna mitocondriale, che peraltro è una molecola piccolissima ed esposta a molti rischi di contaminazioni, ha dato esiti non concludenti, non indicativi di un particolare risultato. Non è che ci sono due dna diversi e comunque quello nucleare, il profilo completo è di Bossetti, è solo suo ed è di una quantità e qualità assolutamente affidabili. Giustamente il Gup ha rigettato quelle richieste».  

La richiesta è stata avanzata anche perché si arrivò a quel test attraverso la delega di indagine e non l'avviso alle parti. Un elemento importante?

«Assolutamente no, non credo nemmeno che rappresenti una nullità parziale al punto da poter inficiare l'accertamento». 

Ieri il professor Meluzzi in una nostra intervista ha affermato che non vede certezze in quelle analisi del Dna...

«Intanto non mi risulta che Meluzzi sia un genetista, mentre io mi rifaccio alla valutazione fatta da fior di genetisti a livello internazionale a partire dal professor Novelli, autorità indiscussa di genetica forense in Italia e non solo. Proprio in base alle sue valutazioni, che ripeto mie in maniera completa, il test non solo è affidabile perché fatto rispettando tutte le linee guida internazionali, ma anche perché a maggior garanzia del risultato è stato ripetuto in quattro laboratori, le quattro massime eccellenze nel panorama genetista italiano. Parlino i genetisti, non gli psichiatri...». 

Il basso profilo tenuto dalla famiglia Gambirasio, la sua compostezza è un esempio?

«Ognuno fa quello che sente vicino alle sue condizioni. La famiglia Gambirasio è stato molto lontana dai riflettori, intervenendo in momenti davvero specifici e soltanto in quelli, una scelta che ha distinto quelle persone fin dall'inizio. Una scelta rispettabile, come possono però esserlo anche altre scelte visto che molto dipende dallo scenario. Sulla vicenda Gambirasio c'è stato uno sforzo investigativo pazzesco, ma purtroppo questa non è la regola. Non ce lo nascondiamo. Molte volte i familiari delle vittime si rivolgono ai media proprio per far sì che vi sia il massimo impegno investigativo e in questo caso non ve ne era bisogno». 



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