Souad Sbai: “Uova a Salvini? Intervenga Alfano o noi manifesteremo ovunque si troverà lui”

28 aprile 2015, Marco Guerra
Souad Sbai: “Uova a Salvini? Intervenga Alfano o noi manifesteremo ovunque si troverà lui”
Lo stato islamico torna a minacciare l’Italia. Da ieri circolano infatti foto con messaggi minatori sullo sfondo di alcuni luoghi di Roma e Milano. “Siamo nelle vostre strade” recita uno dei post apparsi su profili Twitter di jihadisti. Pura propaganda o pericolo reale? Intelligonews lo ha chiesto Souad Sbai, giornalista e responsabile per l’integrazione e l’immigrazione di Noi con Salvini, che esorta tutti a non sottovalutare l’allerta terrorismo. 

Sul web i terroristi affermano di essere ovunque. Dobbiamo prendere sul serio questa nuova minaccia? 

«Gli arresti eseguiti nei giorni scorsi ai danni di presunti terroristi credo che possano più che bastare per prendere seriamente la minaccia jihadista. Si è trattato di ben 20 ordinanze di custodia, di cui due eseguite in Marocco nei confronti di personaggi partiti da Milano e trovati in possesso di armi. Nessuno può dire quindi che siamo di fronte solo a della propaganda. Il male è già fra di noi e ci deve far preoccupare».

L’Italia cosa deve fare per fronteggiare questo pericolo? 

«Anzitutto mandiamo questi personaggi a scontare la pena nei loro Paesi di provenienza. Diversi appartenenti della cellula che è stata sgominata erano pakistani. Bene, mandiamoli in Pakistan, tanto da noi ritornerebbero in libertà dopo pochissimo tempo. In Italia possono creare solo ulteriori danni anche all’interno delle carceri, che ormai sono diventate il luogo più fertile per la propaganda e il reclutamento degli integralisti islamici. Un’altra azione importantissima è il controllo delle piccole moschee ‘fai ad te’, quelle irregolari poi vanno subito chiuse. Lo fanno in Marocco non vedo perché non dobbiamo farlo qui. Infine, bisogna revocare la cittadinanza a coloro che si arruolano in queste organizzazioni estremiste. Si tratta infatti di cittadinanze acquisite, non di nascita, e chi si macchia di atti di terrorismo non merita più di essere considerato un cittadino italiano. Ma tutto questo va fatto subito, prima che succeda qualcosa di irreparabile. Ma purtroppo Alfano sembra più preoccupato per quello che succede negli stadi».

Perché il tema delle piccole moschee torna sempre quando si parla di terrorismo?

«È lì che si annida il proselitismo dei jihadisti. Si tratta di luoghi ricavati nei garage o camuffati da ‘centri di cultura islamica’ spesso finanziati da finti movimenti caritativi che in realtà fiancheggiano i terroristi. La pericolosità di questi luoghi non va sottovalutata. È finito il momento delle parole buoniste, questi centri irregolari vanno semplicemente chiusi, altro che dialogo. Prima però andrebbero censiti tutti, compresi gli imam che li gestiscono: bisogna capire chi sono e dove hanno studiato, perché non si può consentire che ci sia qualcuno che si alzi la mattina e si autoproclami imam».

Come responsabile per l’integrazione e l’immigrazione di Noi con Salvini, che effetto le ha fatto vedere il leader della Lega contestato nelle Marche da centri sociali e immigrati? 

«È stata un’accoglienza becera, organizzata ad arte da qualcuno che ha aizzato gli immigrati contro Salvini. È palese che gli immigrati siano stati utilizzati politicamente dalle solite organizzazioni di sinistra, perché in condizioni normali un immigrato non si sognerebbe mai di contestare un deputato europeo»

Sta dicendo che la sinistra strumentalizza l’immigrazione? 

«Reputo che sia molto pericoloso il modo in cui la sinistra utilizzi politicamente il tema dell’immigrazione. Non hanno capito che è in ballo la libertà di espressione. Giocano con il fuoco, perché oggi tirano uova e pomodori ma domani potrebbero essere sassi. Ora lo Stato dovrebbe subito individuare e denunciare questi contestatori e in primis i loro mandanti. Non è possibile tollerare che esistano dei gruppi di estrema sinistra che controllano strutture occupate e che, in cambio di un alloggio, costringono le famiglie di migranti a partecipare alle manifestazioni. Alla mia associazione sono arrivate diverse donne che denunciano questa realtà. Madri che regolarmente dovevano lasciare il luogo di lavoro per partecipare alle dimostrazioni dei centri sociali insieme a tutta la famiglia, bambini compresi, altrimenti sarebbero state cacciate via da queste strutture occupate. Donne che si sono trovate in mezzo a risse o cariche della polizia, e che si sono sentite dire di vestirsi più imbottite se avevano paura di farsi male»

Secondo lei a parti opposte - ovvero leghisti che lanciano uova agli immigrati - sarebbe già partito qualche provvedimento giudiziario? 

«Ma non scherziamo sarebbero già stati arrestati! Se lo fanno loro, la sinistra insieme gli immigrati, non succede nulla, ma se lo avesse fatto un legista o un esponente delle destra sarebbe venuto già il mondo. È inaccettabile quello che succede a Salvini in alcune Regioni. Si consente che delle manifestazioni non autorizzate impediscano il regolare svolgimento della libertà politiche».

Eppure tanti immigrati regolari in realtà non la pensano così diversamente da Salvini?

«Certo, lei non può immaginare quanti immigranti esprimono vicinanza e interesse per il progetto Noi Con Salvini. Ma non si mettono a manifestare ogni giorno davanti al ministero dell’Interno per chiedere la protezione del leader della Lega. Forse per far sì che Alfano garantisca la libertà di espressione al nostro movimento, dovremo arrivare a questo. Beh, se il ministero dell’Interno non metterà fine a queste contestazioni irregolari, allora anche noi saremo pronti ad andare a manifestare ovunque si trovi Alfano».
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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