Italicum, Puppato (Pd): "Fiducia? Non me l'aspettavo"

28 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Italicum, Puppato (Pd): 'Fiducia? Non me l'aspettavo'
“La fiducia? Non me l’aspettavo. I numeri c’erano, ma anche vero che dopo polemiche infinite e mediazioni, si deve decidere”. Così Laura Puppato, senatrice dem, commenta a caldo con Intelligonews la bagarre alla Camera dopo la scelta di Renzi sulla fiducia. Con messaggi anche alla minoranza dem… 

Le opposizioni in Aula hanno urlato contro la dittatura di Renzi. E’ così?

«Come da tempo sto dicendo a mio avviso la fiducia non ci sta. Nel senso che è dimostrato anche dalle pregiudiziali bocciate stamani che la maggioranza c’è e su una base numerica schiacciante e che c’è un’opposizione in buona sostanza striminzita. Quindi secondo me, tutto ciò doveva far cogliere proprio l’evidenza dei numeri oltrechè dei fatti, nel senso che non esiste una ragione che porti il Parlamento a non votare l’Italicum alla luce così come è stato votato in Senato. Diciamo che il ‘costo’ per la maggioranza sarebbe stato quello di subìre per una settimana le polemiche delle opposizioni e forse di un pezzo del Pd nel tentativo di modificare il testo, peraltro non trovando – numeri alla mano – un consenso sufficiente a rendere possibile la modifica. Se da un lato è vero che è una ‘passione’ stare in aula per molto tempo sapendo già come andrà a finire ma accettando che la democrazia faccia il suo corso, dall’altro forse il fatto di non porre la fiducia avrebbe evitato ulteriori attacchi nei confronti dell’atteggiamento del governo. Personalmente, non mi aspettavo la fiducia che certamente non è un atto dittatoriale: diciamo che è un atto di chiusura e forse anche di stanchezza rispetto a polemiche infinite, riunioni e Direzioni dove abbiamo discusso e ridiscusso. Le democrazia è discussione  e mediazione ma poi deve arrivare la decisione, anche perché era evidente che non si sarebbe scelto di tornare indietro e riaprire un dibattito che avrebbe evidenziato ulteriori diversità sia da parte delle opposizioni sia da parte della minoranza Pd che avrebbe avuto necessità di esprimere ulteriori posizioni»

Quindi è un errore quello di Renzi?

«E’ un errore di forma il fatto che si scelga di approvare il testo con il voto di fiducia. Mi sarei aspettata che si arrivasse a maggio per poi imprimere un’accelerazione delle procedure e ridurre i tempi parlamentari»

Cosa risponde a chi obietta che nell’Aula di Montecitorio si è cantato Bella Ciao e poi si adottano azioni che vengono paragonate a quelle di Mussolini?

«Io voglio stare alla sostanza. E la sostanza è che stiamo approvando una legge che rispetto al Porcellum è anni luce lontana, diversa e migliore. Quindi, stiamo risolvendo un caso penoso che ha visto troppi anni di attesa in cui l’Italia aveva una legge incostituzionale e di cui vergognarsi profondamente, visto che considerato che avevamo l’impossibilità non solo si scegliere i parlamentari ma anche di capire chi avremmo eletto su liste lunghissime con meccanismi artificiosi. Adesso, invece, avremo una legge che prevede il ballottaggio se non viene raggiunta la soglia del 40 per cento esattamente come tutti i costituzionalisti e i colleghi di tutti i partiti – sfido chiunque a dire il contrario – avevano indicato come opportuna. Ora questo non basta più? Posso comprendere anche se non lo condivido che un atteggiamento del genere arrivi dalle opposizioni che contrastano il provvedimento, ma non comprendo come questa cosa avvenga all’interno del mio partito, perché c’è un limite al dibattito e poi avendo ottenuto quattro su cinque delle questioni rilevanti…In sostanza, la fiducia la trovo un errore di forma ma non vedo elementi che possano neanche lontanamente evocare il periodo di Mussolini».

Sel in Aul ha lanciato crisantemi sui banchi del governo e Civati ha twittato che non voterà la fiducia. Cosa direbbe al suo collega di partito?

«Ciascuno agisce in base alla propria coscienza. Mi pare che la posizione di Civati fosse tale a prescindere dal voto di fiducia, nel senso che aveva già dichiarato il voto contrario e alla luce del sole. Legittimo, ma per me parzialmente incomprensibile. Io in questo momento avrei gradito un’evidenza da parte della maggioranza di accettare che si proseguisse in un dibattito, per quanto aspro, per manifestare che non c’è alcun timore, che non c’è bisogno di ricorrere alla fiducia, perché avremmo avuto i numeri per farcela tranquillamente, portando a casa il risultato senza accelerare e accettando il meccanismo democratico, per quanto – specie alla Camera – si tratta di meccanismi molto obsoleti e per certi aspetti incomprensibili a chi in un parlamento tedesco o inglese è abituato a lavorare con tempi certi»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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