Brennero, Renzi in picchiata su Vienna: "Austria sfacciata e antistorica"

28 aprile 2016 ore 11:06, Adriano Scianca
Austria e Italia sempre più divise, non sono dalla “barriera anti-profughi” del Brennero, ma anche politicamente. La recinzione metallica che l'Austria pianterà sul confine per “incanalare gli eventuali flussi di migranti”, come spiega Helmut Tomac, il capo della polizia della regione del Tirolo, sta facendo infuriare il governo italiano, tanto più che alcuni controlli sembra che possano essere fatti già in territorio italiano. "Controlleremo tutti i passeggeri su tutti i treni se l'Italia non dovesse consentire ai poliziotti austriaci di iniziare i controlli già da Fortezza. La fermata a Steinach con relativi ritardi saranno inevitabili", ha detto Tomac. L'Austria ha mobilitato subito 250 poliziotti e ha già identificato l'area che sarà assegnata all'identificazione dei sospetti. 

Brennero, Renzi in picchiata su Vienna: 'Austria sfacciata e antistorica'
Ma Renzi non ci sta: “L'ipotesi di chiudere il Brennero è sfacciatamente contro le regole europee, oltre che contro la storia, contro la logica e contro il futuro”, ha scritto il premier nella sua newsletter Enews. “Nei primi quattro mesi dell'anno il numero dei migranti arrivato in Italia è inferiore a quello del 2014 e sostanzialmente uguale a quello del 2015”, ha aggiunto il presidente del Consiglio: “Si tratta di uno sforzo impegnativo per il nostro Paese, che continua a cercare di salvare vite umane in mare, ma con numeri che sono più bassi di quelli che vengono riportati dagli allarmi internazionali. Tutto ciò conferma - ove ce ne fosse il bisogno - che l'ipotesi di chiudere il Brennero è sfacciatamente contro le regole europee, oltre che contro la storia, contro la logica e contro il futuro”. 

Oggi alle 16, intanto, Alfano si vedrà a Roma con il ministro austriaco dell'Interno Wolfgang Sobotka, anche se sarà un incontro breve in cui le questioni più spinose non verranno probabilmente affrontate. “Quello che sta avvenendo tra Austria e Italia deve essere spiegato e chiarito da Vienna”, incalza il Commissario europeo per la migrazione, Dimitris Avramopoulos. 
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