Perché Hofer cammina col bastone? Quella passione per le vette tipica della destra estrema

28 aprile 2016 ore 12:05, Americo Mascarucci
Norbert Hofer, 45 anni, leader dell’estrema destra austriaca potrebbe diventare il nuovo presidente dell’Austria al ballottaggio del prossimo 22 maggio dato l’ampio consenso ottenuto al primo turno.
Ha vinto cavalcando il tema del momento, ossia la chiusura delle frontiere e il blocco dell’immigrazione. Ha vinto nonostante in Europa, come già successo ad Haider in passato, sono subito emersi i paragoni con Adolf Hitler. Perché alla fine quando i partiti di estrema destra si consolidano e diventano pericolosi fino a sfiorare il potere ecco che, anziché combatterli sul piano politico, si evocano gli spettri del passato, come se la storia si debba sempre ripetere. 
Molti hanno notato che il papabile nuovo presidente si muove con un bastone. Come mai? 
La causa è da ricercare in un incidente in volo col parapendio avvenuto nel 2003 quando Hofer si è praticamente schiantato al suolo riportando da allora una paraplegia parziale che lo costringe a camminare appoggiandosi a un bastone. Nonostante ciò Hofer ha continuato il suo impegno politico e la sua disabilità è diventata per i suoi sostenitori anche un modo per evidenziare la sua tenacia nel non mollare mai.

Perché Hofer cammina col bastone? Quella passione per le vette tipica della destra estrema
Del resto la passione per il rischio è un’altra caratteristica che accomuna molte figure della destra estrema. 
Il ricordo non può non andare a Julius Evola, il riferimento della destra tradizionalista, il filosofo dello spiritualismo che nutriva un amore profondo per l’alpinismo, documentato da uno dei suoi libri più celebri "Meditazioni delle Vette". 
Evola  praticò negli anni Venti e Trenta l'alpinismo più audace con scalate di sesto grado superiore e arrampicate sui ghiacci, cosa che nel mondo della cultura lo accomuna a personaggi come Aleister Crowley e Dino Buzzati. Di queste sue esperienze scrisse su pubblicazioni specialistiche (La rivista mensile del Club Alpino Italiano) e sulla stampa diretta a lettori generici (i quotidiani Il lavoro d'Italia, Corriere Padano, Il Regime fascista, Roma), non solo trasfigurandole magistralmente alla luce del mito, del simbolo e di una spiritualità superiore, ma anche collegandole alla vita quotidiana, alle trasformazioni della società e ad un nuovo modo di intendere la politica.
Una passione quella per la montagna che l’accomunava ad un altro grande intellettuale di destra Gabriele d’Annunzio immortalato con picozza e divisa da alpinista intento a scalare le vette.


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