Trump e Clinton: avversari con molti punti in comune

28 aprile 2016 ore 13:45, intelligo
di Luciana Palmacci

Mediatico lui, instancabile lei. Il candidato repubblicano Donald Trump e la rivale capolista democratica Hillary Clinton come un fiume in piena travolgono tutti e raggiungono altri importanti successi nella corsa alla Casa Bianca. Inarrestabile, il magnate Trump, dopo il successo nello Stato di New York, ha conquistato cinque Stati in una botta sola: Connecticut, Delaware, Maryland, Pennsylvania, e Rhode Island. Ha letteralmente asfaltato gli altri due contendenti repubblicani Cruz e Kasich invitandoli così ad “andare a casa”. Altrettanto vincente la democratica Clinton che ne conquista 4 di stati sbaragliando il social democratico Sanders.

Trump e Clinton: avversari con molti punti in comune
Le vittorie politiche non sono le sole che accomunano i due contendenti; diversi, ma simili, i candidati alla presidenza stanno tirando fuori in questa campagna elettorale un caratterino niente male. Lei, già ex segretario di Stato e moglie di un presidente, punta a diventare il primo presidente americano donna, lo disse lei stessa nel video pubblicato sul suo sito internet "hillaryclinton.com" nel quale annunciava direttamente la sua discesa in campo. Soltanto un cataclisma politico potrebbe far perdere la corsa alla Clinton finora è stata la più votata negli Stati che offrono un numero ingente di delegati.

Lui, tormentone mediatico, personaggio controverso, politicamente scorretto e dai modi rudi e sbrigativi, o lo si ama o lo si odia. Donald Trump sta facendo mambassa di voti e va definendosi già il "presunto candidato". La certezza matematica ancora non c’è, ma Trump continua a correre e guarda già alla sfida finale con Hillary che attacca con crescente aggressività. 

Si punzecchiano in continuazione: l'ex first lady prende di mira il magnate per il suo linguaggio troppo crudo, augurandosi un domani in cui "l'amore sconfigga l'odio" (“love trumps hate"). Lui è più sprezzante nel dire che l'appeal di Hillary deriva soltanto dal genere: "Francamente, se Hillary Clinton fosse un uomo, non credo che arriverebbe al 5% dei voti".

L’amicizia l’altro fattore (a sorpresa) che accomuna i due avversari, o meglio Chelsea e Ivanka. Le figlie dei candidati l’estate scorsa avevano rassicurato stampa e conoscenti che la politica sarebbe rimasta fuori dalla loro amicizia, invece l’exploit di Trump, i toni sempre più bassi della campagna elettorale e gli attacchi personali alla rivale democratica, avrebbero messo in pausa il loro rapporto.


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