Roma, Meloni sollecitava un nuovo centrodestra? Berlusconi lo fa con Marchini

28 aprile 2016 ore 14:00, Lucia Bigozzi
Pochi giorni fa, Giorgia Meloni sollecitava la nascita di un “nuovo centrodestra” e in quel “nuovo” molti hanno letto un aggettivo che non tiene in sé il sostantivo “Berlusconi”. Almeno, non più. Oggi arriva la risposta di Berlusconi alla candidata sindaco per Roma di FdI e Lega: Alfio Marchini meglio di Giorgia Meloni. La scelta del leader di Forza Italia un risultato lo ha già raggiunto: finire di sbriciolare uno schieramento che per il Campidoglio era già diviso in quattro pezzi, alias quattro candidati (Meloni, Bertolaso, Storace, Di Stefano). Il vertice a Palazzo Grazioli tra Berlusconi e Bertolaso ha dunque prodotto il passo indietro definitivo dell’ex capo della Protezione Civile, fino a 24 ore fa candidato sindaco di Fi e aperto la strada alla corsa di Marchini anche sotto le insegne azzurre. Dal quartier generale di Forza Italia motivano così: “Non è una scelta nuova” perché Marchini “era stato la nostra prima scelta ed era caduta per i veti posti da un alleato della coalizione”. Il riferimento a FdI è del tutto voluto anche se non diretto. Proprio il partito della Meloni si è sempre opposto all’idea che “un uomo di sinistra” come lo ha più volte definito Fabio Rampelli nelle interviste con Intelligonews, potesse correre e guidare lo schieramento di centrodestra. 

Roma, Meloni sollecitava un nuovo centrodestra? Berlusconi lo fa con Marchini
La domanda è: perché proprio adesso? Certo, a spingere Berlusconi tra le “braccia” elettorali di Marchini saranno stati i sondaggi non entusiasmanti sull’appeal elettorale di Bertolaso e “inchiodati” da settimane a percentuali tra il 6 e l’8 per cento
. Ma, secondo gli spifferi di Intelligonews, a marcare ancora di più la scelta del leader di Fi sarebbe stata l’idea di non mollare la leadership del centrodestra, anche in chiave elezioni politiche. E dunque non “assecondare” la sollecitazione al “nuovo” caldeggiata dalla Meloni. Insomma, una risposta netta e chiara che travalicherebbe i confini del Campidoglio per rimbalzare direttamente sullo scenario politico nazionale che verrà. E la risposta tra le righe di Berlusconi alla Meloni che dell’ex premier è stata ministro, si può leggere anche tra le righe della nota con cui da Palazzo Grazioli si spiegano le ragioni della virata berlusconiana su Marchini: “Non possiamo permettere che i romani si trovino a scegliere fra la continuità della disastrosa gestione del Pd e l'avventurismo irresponsabile dei Cinque Stelle”. Nessuna traccia o riferimento alla candidatura della Meloni. Ed è chiaro a questo punto, che lo “sgambetto” alla candidata sindaco di FdI e Lega, è (in realtà) lo sgambetto a Matteo Salvini che da tempo ha lanciato un’Opa alla leadership berlusconiana. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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