Timmermans: Turchia Ue distanti su media e diritti umani, ma convergono sulla Grecia

28 aprile 2016 ore 16:59, Luca Lippi
L’Europa e la Turchia avrebbero trovato un accordo sul tema rifugiati hanno raggiunto un accordo sulle tematiche dei rifugiati, l’accordo andrebbe letto facendo riferimento alle conclusioni del Summit europeo ed anche alla comunicazione della Commissione sul trattato, che incorpora la dichiarazione di EU/Turchia del 7 Marzo 2016, la quale tratta le stesse tematiche meno in dettaglio.

-Tutti i nuovi migranti irregolari che attraversano il mare dalla Turchia alle isole greche dal 20 Marzo 2016 saranno riportati in Turchia. Questo accadrà in pieno rispetto delle norme internazionali e dell’Unione Europea, in questo modo escludendo ogni tipo di respingimento collettivo. Tutti i migranti verranno tutelati in accordo con gli standard internazionali in vigore e nel rispetto del principio del non-refoulement (divieto di respingimento) sancito dall’art 33 della Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati.
-Per ogni siriano respinto in Turchia dalle isole greche, un altro siriano sarà ricollocato dalla Turchia all’Unione europea tenendo in conto i Criteri di Vulnerabilità delle Nazioni Unite. Sarà stabilito un meccanismo, con l’aiuto della Commissione, delle agenzie EU e altri Stati membri, come anche dell’UNHCR, per assicurare che questo principio sia implementato a partire dallo stesso giorno in cui i rinvii cominceranno. 

Timmermans: Turchia Ue distanti su media e diritti umani, ma convergono sulla Grecia

-La Turchia prenderà ogni misura necessaria per prevenire l’apertura di nuove rotte via mare o terra per l’immigrazione illegale dalla Turchia verso l’UE, e collaborerà con gli stati vicini come anche l’UE per questo.
-Una volta che gli attraversamenti illegali tra Turchia e l’UE stiano finendo, o almeno siano stati sostanzialmente e sostenibilmente ridotti, lo schema di Ammissione Umanitaria Volontaria sarà attivato. Gli stati UE contribuiranno su base volontaria a questo schema.
-Il completamento del piano d’azione per la liberalizzazione dei visti sarà accelerato vis-à-vis da tutti gli stati membri partecipanti, in previsione di eliminare i requisiti di visto per i cittadini turchi al più tardi per la fine di giugno 2016, nel caso in cui tutti i requisiti siano stati soddisfatti. Per questo la Turchia adotterà le misure necessarie per soddisfare i restanti requisiti per permettere alla Commissione, una volta svoltasi l’analisi del soddisfacimento dei punti critici, di poter sviluppare una proposta appropriata per la fine di aprile sulla base della quale il Parlamento europeo e il Consiglio possano prendere una decisione definitiva.
-L’Unione Europea, in stretta cooperazione con e la Turchia, accelererà ulteriormente il pagamento di 3 miliardi di euro previsti inizialmente secondo il fondo per rifugiati in Turchia e assicura di finanziare ulteriori progetti per persone sotto la protezione temporanea identificati prontamente dalla Turchia entro la fine di Marzo. Una prima lista di progetti concreti per rifugiati, specialmente nel campo medico, educativo, infrastrutturale, alimentare e di altri costi di vita, che possono essere rapidamente finanziati dal fondo, saranno identificati insieme entro una settimana. Una volta che queste risorse siano al punto di terminare, e ammesso che gli impegni previamente indicati siano stati raggiunti, l’UE mobiliterà fondi addizionali per il fondo per ulteriori 3 miliardi di euro fino alla fine del 2018.
-L’Unione europea e la Turchia accolgono favorevolmente il lavoro in corso di aggiornamento dell’unione doganale.
Questo si riferisce ad un’intenzione di estendere l’unione doganale attuale per coprire anche servizi e investimenti.
-L’Unione europea e i suoi Stati membri riconfermano il loro impegno a ridare corso al processo di adesione come definito nel comunicato congiunto del 29 novembre 2015. Accolgono l’apertura del capitolo 17 del 14 dicembre 2015 e decidono, come prossimo passo, di aprire il capitolo 33 durante la presidenza olandese. Accolgono con favore inoltre che la Commissione porterà avanti una proposta riguardo ciò in aprile. Dei lavori preparatori per l’apertura di altri capitoli continueranno ad un ritmo accelerato senza pregiudicare le posizioni degli Stati membri ed in accordo con le regole esistenti.
-L’UE e i suoi Stati membri lavoreranno con la Turchia in qualsiasi sforzo congiunto per migliorare le condizioni umanitarie all’interno della Siria, in particolare in certe aree vicino al confine turco, il che potrebbe permettere alla popolazione locale ed ai rifugiati di vivere in aree più sicure.

Non si capisce come l’Ue riesca ad assicurare un sistema di monitoraggio efficace degli impegni turchi per quello che riguarda il trattamento dei rifugiati e dei migranti, in particolare chiedendo alla Turchia di applicare interamente la Convenzione di Ginevra a tutti i rifugiati come una delle condizioni dell’accordo. Dopotutto, l’UE si troverà ad affrontare una buona parte dei costi di ospitare i rifugiati in quel paese. 
A tutto questo si aggiunge un ulteriore problema, lo storico risultato austriaco, accolto con gioia dai partiti di estrema destra di tutta Europa, da Salvini a Le Pen, a Wilders, è destinato a cambiare inevitabilmente gli equilibri politici del Paese e della stessa Unione Europea. A distanza di poco più di un mese dalle amministrative regionali tedesche, che hanno visto la clamorosa affermazione in tre Länder del partito fortemente anti immigrazione e anti euro, Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania), la fragile impalcatura europea subisce dunque un nuovo durissimo colpo.
Il vento identitario, rappresenta un sentimento popolare crescente identitario ancor più che anti euro e soffia violento dal basso verso gli alti piani di Bruxelles.
Che l’Europa sia consapevole o non lo sia, la cattiva gestione politica dell’immigrazione è la causa dell’avanzata dei partiti identitari nei Paesi Ue con una forte identità culturale (generalmente rappresentata dai partiti dell’estrema destra), e non il contrario. Il destino dell’accordo frettoloso e frutto di un ricatto chiuso tra Ue e Turchia è destinato a finire nelle Corti dei tribunali internazionali. Seguiamo con attenzione. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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