La "Verità Capitale" di Alemanno non risparmia gli ex amici di An Augello e Rampelli

28 aprile 2016 ore 17:14, Lucia Bigozzi
Un libro-verità. Lo definisce così chi l’ha scritto, ovvero Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma che oggi ha presentato “Verità Capitale. Caste e segreti di Roma” (Koinè Nuove Edizioni). L’obiettivo dichiarato è ristabilire la “verità si Roma” ma l’intento è anche quello di rivolgere “un invito al centrodestra a non rimuovere quest'esperienza. Il mio più grande errore? Di aver sottovalutato la costruzione della squadra. Sempre in politica prima ci sono gli uomini e poi ci sono i progetti e le strategie. Ho sottovalutato questo, non perchè mancassero personalità varie, perchè ce n'erano molte sia dal punto di vista politico che da quello tecnico, ma perchè non ho lavorato per creare una squadra coesa e pronta ad affrontare quella che era l'eredità della sinistra, che avevamo sottovalutato e per questo non siamo riusciti a fare una discontinuità su certe piattaforme”. 

Ma scorrendo le pagine del libro appena uscito, è possibile intercettare passaggi neanche troppo velati in cui l’ex sindaco parla degli ambienti politici di riferimento. In un brano del volume pubblicato sul sito Alemanno scrive: “Dopo la sconfitta alle elezioni comunali del 2013, anzi, già di fronte ai risultati del primo turno che avevano fatto capire a tutti che Ignazio Marino avrebbe vinto la sfida, buona parte del mio ambiente di riferimento aveva cominciato ad allontanarsi”. 

Alemanno non nasconde poi la delusione nei confronti di alcuni ex colleghi di partito (gli ex An, in particolare): (...) Ancora più deludente fu l’atteggiamento di due persone con cui faccio politica dagli anni ’70 e che sono stati i miei più stretti collaboratori e alleati in tantissime occasioni. Sto parlando di Andrea Augello e di Fabio Rampelli: più giovani di me di due o tre anni, erano i principali dirigenti romani del Fronte della Gioventù quando io ero il Segretario dell’organizzazione missina negli anni ’80, poi siamo cresciuti insieme nel Msi, in Alleanza Nazionale e infine nel Pdl. Dopo essersi impegnati nella mia campagna elettorale del 2008, hanno espresso il loro appoggio politico alla mia Giunta comunale inserendo importanti assessori di loro emanazione. Augello sostenne Sveva Belviso prima come assessore ai servizi sociali e poi come vicesindaco, e Enrico Cavallari come assessore al personale. Rampelli, anche per conto del mondo umano che diede vita a Fratelli d’Italia, designò Fabrizio Ghera assessore ai lavori pubblici e alle periferie e Laura Marsilio assessore ai servizi scolastici. Tutte persone molto valide per nulla toccate dalle inchieste della magistratura. Mentre Augello mantenne la sua delegazione intatta fino alla fine, Rampelli entrò in conflitto con me quando, non per demeriti personali ma per problemi di spazi politici, fui costretto ad allontanare la Marsilio dal suo incarico.
Ma nonostante questo, la comunità militante del Colle Oppio, poi divenuta il motore di Fratelli d’Italia, continuò ad essere rappresentata in Giunta fino alla fine del mio mandato attraverso le deleghe molto “pesanti” dell’assessore Ghera. Non solo: anche nei vertici delle municipalizzate la presenza di queste due componenti risultò preponderante, suscitando le proteste delle altre correnti del Pdl. Alla presidenza di Ama, ad esempio, si sono succeduti prima l’augelliano Marco Clarke e poi il rampelliano Piergiorgio Benvenuti. Il presidente dell’Agenzia della Mobilità diventò Massimo Tabacchiera, mentre amministratore delegato di Risorse per Roma fu il dirigente di Fratelli d’Italia Domenico Kappler. Infine, durante la difficilissima campagna elettorale 2013 mi sono trovato a fianco sia Augello, come coordinatore del comitato elettorale, che Fratelli d’Italia, che presentò una lista collegata alla mia candidatura con il mio nome scritto cubitale sul simbolo. Furono atti di coraggio quelli di schierarsi in una battaglia con ogni probabilità già perduta, destinati però ad essere rimossi invece che rivendicati con orgoglio. Dopo la sconfitta e ancor più dopo gli avvisi di garanzia, ho scoperto che questi due vecchi amici non si ritenevano per nulla corresponsabili nella mia gestione. Augello con un tono più paternalistico e indulgente, Rampelli con la pretesa di aver rappresentato una vera e propria opposizione dopo l’allontanamento di Laura Marsilio. Un ben strano tipo di opposizione che contava nelle proprie fila un potente assessore e molte nomine nelle municipalizzate (…)
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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