Italia a rischio geologico, una Carta per salvarla arriva da Napoli

28 aprile 2016 ore 20:22, Micaela Del Monte
Nel corso del primo congresso nazionale dei geologi, in programma da oggi e fino al 30 aprile a Napoli è stata presentata la Carta per l'Italia, un documento in dodici punti che mette per iscritto le proposte dei geologi alle istituzioni. Rischio sismico, fascicolo del fabbricato, una maggiore informazione sia su come comportarsi in caso di eventi catastrofici naturali sia su come prevenire il rischio di frane, alluvioni, smottamenti. Ma non solo: i geologi italiani chiedono anche anche una Legge nazionale che individui il patrimonio geologico italiano e lo protegga alla pari di quello culturale e l’aggiornamento delle norme sulle attività estrattive.

Italia a rischio geologico, una Carta per salvarla arriva da Napoli
"Serve un piano per il rischio idrogeologico - ha detto Francesco Peduto, presidente nazionale dei Geologi - Il 70% delle frane europee avviene nel nostro Paese. È una nota complessa che consegnamo alla politica da cui abbiamo avuto attenzione, speriamo ora di poter fare un percorso insieme a loro". In Italia, ha evidenziato Peduto, "manca una legge organica sulla difesa del suolo, su interventi non strutturali. È quanto meno opportuno provvedere alla prevenzione del rischio". Ma Peduto ha rilanciato anche la necessità di istituire la figura del geologo territoriale, una "sentinella" sul territorio. "Si tratta di tecnici esperti e specializzati – ha spiegato – e qualcosa qui in Campania è stato fatto perché qualche anno fa, l’Ordine dei geologi della Campania, insieme con gli ingegneri, ha siglato un’intesa con l’Assessorato regionale alla Protezione civile e oggi abbiamo un centinaio di professionisti specializzati, anche se materialmente non sono ancora entrati in azione".

"Serve lavorare su ciò che è mancato drammaticamente per decenni: una vera cultura della prevenzione e della cura verso il territorio. Di quel disinteresse ora ne stiamo pagando gli effetti più gravi, visti gli eventi estremi che si abbattono ininterrottamente sul suolo nazionale mettendone a nudo le fragilità strutturali". ha detto invece il Ministro dell'ambiente Gianluca Gilletti. "Ci sarà sempre più bisogno di uno studio scientifico della terra e delle sue complessità. Il lavoro del geologo può essere la professione del futuro - ha proseguito il ministro - nell'ambito di quella filiera virtuosa della 'green economy' che già rappresenta una realtà occupazionale per tanti giovani ma sarà sempre di più lo sbocco lavorativo di molti ragazzi. L'economia del futuro sarà tutta ambientale e verde, per cui le opportunità - se saremo coerenti con gli impegni di Parigi e dei consessi europei - andranno moltiplicandosi".
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