Per Renzi l'Italia non tira più la cinghia:"Tasse giù e crescita su"

28 dicembre 2015 ore 12:41, Americo Mascarucci
"Il 2015 ha visto l’approvazione di leggi attese da molto tempo. E spesso passate sotto silenzio. Dall’art. 18 alla legge elettorale, dalla tassa sulla prima casa all’Expo, dalla flessibilità al bicameralismo paritario, ci sono alcuni argomenti di cui i politici prima di noi hanno parlato per anni senza realizzare granché". 
Il Premier Matteo Renzi traccia un bilancio decisamente positivo (ovviamente dal suo punto di vista) dell’anno che sta per concludersi rivendicando una serie di meriti che gli avversari gli contestano ma che lui ritiene ineccepibili. 
"Un anno fa – attacca - chiedevamo flessibilità all’Unione Europea. Adesso la flessibilità fa parte delle regole e vale fino all’1% del PIL, per l’Italia oltre 16 miliardi di euro. Un anno fa (anche meno) ci accusavano di esserci dimenticati il sud. Adesso si sono dimenticati delle loro critiche di allora. Perché nessuno ha mai fatto tanto per il Mezzogiorno come questo Governo: credito di imposta, Terra dei fuochi, Bagnoli, Ilva, Salerno Reggio Calabria, Continuità territoriale, Abruzzo post-sisma, Napoli Bari, tavoli di crisi. Si può discutere dei risultati, come sempre. Ma non si può negare che ci sia un impegno inedito per affrontare la questione Mezzogiorno”. 
Un anno dunque di fatti e non di parole, questo il riassunto del discorso del Premier, che prova a mettere in fila tutti i risultati raggiunti puntando soprattutto su economia e riforme. 
Lo fa snocciolando una serie di dati che partono dall’inizio dell’anno fino ad oggi per dimostrare come il 2015 non sia stato affatto un anno perso. 
E così ecco che "Un anno fa il PIL dell’Italia aveva il segno meno per il terzo anno consecutivo (2012 -2,3%; 2013 -1,9; 2014 -0,4) – ricorda Renzi - Quest’anno abbiamo cambiato verso: segno più. Più 0,8%. Un anno fa dicevano che non avremmo mai realizzato il JobsAct. Quest’anno il JobsAct è legge. La disoccupazione è scesa dal 13,2% all’11,5(ancora alta, ma in discesa, finalmente). E ci sono oltre trecentomila occupati in più. Molti sono contratti a tutela crescente. Non è un caso se i mutui sono cresciuti in questo anno del 94%!".
 E poi ancora: "Un anno fa dicevano che l’Italicum sembrava incagliato in Parlamento. Adesso abbiamo una legge elettorale che garantisce la scelta dei cittadini e la stabilità del Governo. Un impegno mantenuto. Un anno fa si diceva a mezza voce che non avremmo mai eliminato la componente costo del lavoro dall’Irap e che sarebbe stato impossibile ottenere la copertura per gli 80 euro. Adesso non solo abbiamo confermato queste voci di bilancio, ma abbiamo anche eliminato le tasse sulla prima casa, le tasse agricole e gli 80 euro sono anche per tutte le forze dell’ordine. L’economia torna su, le tasse vanno giù”. 

Per Renzi l'Italia non tira più la cinghia:'Tasse giù e crescita su'
Insomma un Renzi davvero euforico che poi, entrando nel campo delle questioni più spinose, evidenzia: "Un anno fa la riforma costituzionale era alla prima lettura. Adesso è a un passo dal traguardo. Prima però saremo noi a chiedere il referendum perché gli italiani possano esprimersi nel merito di questo lavoro di semplificazione. Un anno fa la questione migrazione era un problema solo italiano e qualche specialista della paura parlava di invasione. Adesso scopriamo che è un problema europeo e che l’Europa, per la prima volta, prova ad affrontarlo, sulla base delle sollecitazioni del nostro Paese. Un anno fa la riforma della Pubblica Amministrazione procedeva a rilento. Adesso è legge dello Stato. E i primi decreti di attuazione saranno all’attenzione del Consiglio dei Ministri a gennaio".
"Un anno fa - prosegue Renzi versione fiume in piena - la Buona Scuola era in fase di consultazione. Nonostante le polemiche siamo andati avanti e adesso migliaia di professori hanno la certezza di poter insegnare, educare, approfondire con i propri ragazzi. Un anno fa il dibattito sulla giustizia era sempre sulle solite questioni: falso in bilancio, responsabilità civile dei
magistrati, corruzione, prescrizione, reati ambientali. Abbiamo trasformato in leggi queste discussioni eterne. E grazie al lavoro svolto, oggi abbiamo ridotto di circa il 20% le pendenze giudiziarie.
E poi la politica estera, forse il punto d’onore dell’Italia, la classica ciliegina sulla torta. "Un anno fa l’Italia assisteva ai colloqui di Vienna sull’Iran dalla televisione, perché non eravamo invitati. Adesso siamo protagonisti sia a Vienna sulla Siria, che a Roma e New York sulla Libia. Un italiano sta per assumere la guida dell’alto commissariato per i profughi, un’italiana sta per assumere la guida del Cern. L’Italia è tornata. Un anno fa chiedevamo flessibilità all’Unione Europea. Adesso la flessibilità fa parte delle regole e vale fino all’1% del PIL, per l’Italia oltre 16 miliardi di euro".
Insomma va tutto bene. Sì, tutto bene ma non troppo, perché c’è un neo che Renzi non manca di evidenziare e riguarda i diritti civili. Ma promette che nel 2016 arriveranno risposte anche in questo campo. Per adesso la situazione è pressappoco quella dello scorso anno. Sui diritti civili, ad iniziare dal ddl Cirinnà sulle unioni civili, un anno fa non c’era niente, e oggi c’è una proposta di legge che fa acqua da tutte le parti e soprattutto rischia di rivelarsi un boomerang per la maggioranza visto che su nozze gay e adozioni è braccio di ferro con i cattolici del Nuovo centrodestra. Chissà, forse se ne potrà parlare nel bilancio di fine anno.Il prossimo naturalmente.

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