Europei 2016, Conte-Wilmots a Dubai è già Italia-Belgio

28 dicembre 2015 ore 21:25, Micaela Del Monte
È ancora presto per parlare degli Europei che si giocheranno la prossima estate in Francia ma se casualmente il Ct della nazionale italiana e quello della nazionale belga si incontrano in un workshop a Dubai dedicato agli allenatori è difficile non pensare all'incontro d'esordio tra l'Italia e il Belgio. Il ct italiano Antonio Conte ed il suo corrispettivo belga, Marc Wilmots, sono stati infatti i protagonisti, insieme a Fabio Capello, del 'Dubai International Sports Conference'. 

Inevitabile quindi le domande in riferimento alla sfida del 13 giugno prossimo. "Chi toglierei all'Italia? Verratti e il gruppo Juve - ha confessato l'allenatore belga - L'Italia è molto forte difesa e nella fase di transizione in attacco. E' un paese che respira calcio". Agli elogi di Wilmots l'ex tecnico della Juventus ha risposto con altrettanti complimenti: "C'è un movimento molto importante che secondo me può confermarsi. Noi italiani, e non solo noi, dovremmo invidiarli. Sono in grandissima ascesa", ha ammesso Conte parlando del 'Diavoli Rossi', che proprio qualche mese fa hanno battuto 3-1 l'Italia in amichevole. "Il fatto che il Belgio sia in testa al ranking Fifa la dice tutta sulla qualità e sul percorso che stanno facendo, è una delle squadre più importanti e in crescita - ha ribadito - Possono non solo fare bene in questo Europeo ma porre basi importanti per il futuro".

Europei 2016, Conte-Wilmots a Dubai è già Italia-Belgio
I due commissari tecnici si sono confrontati anche sul loro diverso approccio al ruolo di selezionatore: Conte, si sa ormai da tempo, non gradisce particolarmente l'idea di allenare di rado i suoi ragazzi. "Il mio rammarico è di non riuscire a incidere come vorrei, ma mi sento un allenatore molto più completo. Ho imparato a ottimizzare in pochi giorni il lavoro che magari in un club si fa in un mese. Un allenatore deve riuscire a migliorare il calciatore, altrimenti è un mestiere che potremmo fare tutti. E invece non è così". Diversa invece l'idea di Wilmots: "Il ct deve osservare i giocatori, capirne l'evoluzione tecnica e le qualità, come gli allenatori li fanno giocare, come si sono evoluti: l'obiettivo è ottenere la migliore performance in campo".

Entrambi i tecnici però sembrano invece concordare sull'importanza del gruppo rispetto al singolo elemento. "L'allenatore  -ha affermato Conte - decide per il bene comune, che stride un po' con il singolo. C'è bisogno di giocatori bravi però vince sempre la squadra, il noi, non vince l'io. Anche in nazionale ci sono stati esempi abbastanza eclatanti. Mi riferisco alla Danimarca e alla Grecia, a testimonianza che non sempre vince il più forte". Gli ha fatto eco Wilmots: "Il Belgio è un paese diversificato, ci sono culture differenti. Bisognava cercare di unificare questo popolo e questa squadra l'ha fatto, con passione e con il cuore. Sono riusciti a unire il paese. Non è più questione di giocare per se stessi, è questione di giocare per il popolo belga".
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