Abe non è più revisionista: il Giappone chiede scusa alle schiave sessuali coreane

28 dicembre 2015 ore 20:41, intelligo
Abe non è più revisionista: il Giappone chiede scusa alle schiave sessuali coreane
Il Giappone chiude l'ultima controversia legata alla Seconda Guerra Mondiale? Non sappiamo se sia davvero l'ultima, ma di certo è una pagina importante quella su cui Giappone e Corea del sud hanno deciso di scrivere la parola fine. Parliamo delle comfort women, eufemismo con cui l'esercito imperiale chiamava le donne inserite nel vasto circuito di bordelli militari durante l'ultimo conflitto. Dopo anni di schermaglie, risalenti anche a pochi giorni fa, il ministro degli Esteri giapponese Fumio Kishida ha detto che il primo ministro, Shinzo Abe, offrirà le proprie scuse alla Corea del Sud e che Tokyo finanzierà un fondo da un miliardo di yen (circa 7,57 milioni di euro al cambio attuale) costituito da Seul e destinato ad aiutare le anziane superstiti. Abe ha usato toni enfatici, parlando di una "nuova era" nei rapporti tra Tokyo e Seul. Nel 1965, il governo di Tokyo aveva già pagato 364 milioni di dollari al governò coreano come indennizzo per tutti i crimini di guerra, incluse le ferite procurate alle comfort women. Nel 1994, il governo giapponese ha creato un Fondo Donne Asiatiche (chiuso poi nel 2007) per distribuire compensazioni supplementari a Corea del Sud, Filippine, Taiwan, Paesi Bassi e Indonesia. Ad ogni sopravvissuta è stata consegnata una scusa ufficiale dall’allora Primo Ministro del Giappone Tomiichi Murayama, in cui si può leggere: “Come Primo Ministro del Giappone, io dunque rinnovo le mie più sincere scuse e il [mio più sincero] rimorso a tutte le donne che furono sottoposte ad immensurabili e dolorose esperienze e [che] soffrirono ferite fisiche e psicologiche incurabili nel ruolo di comfort women”. All’epoca, l’attuale primo ministro giapponese Shinzo Abe, come molti politici conservatori, criticò aspramente le scuse. A Tokyo, infatti, molti hanno sempre sostenuto che il numero delle confort women sia stato enormemente esagerato, che non ci fosse alcuna coercizione nel loro reclutamento (sarebbero state, cioè, normali prostitute consenzienti), e che il trattamento impartito loro fu umano. Altre correnti storiografiche parlano tuttavia di vere e proprie schiave sessuali, rapite o adescate con l'inganno e sottoposte a torture e stupri ripetuti.
autore / intelligo
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