I grillini vogliono grillizzare Roma. Alemanno assediato dai suoi ex sodali

28 febbraio 2013 ore 15:18, Alessandra Mori
I grillini vogliono grillizzare Roma. Alemanno assediato dai suoi ex sodali
Ora che i grillini hanno fatto il botto anche nella Capitale la partita per il Campidoglio si complica. Le grane crescono in area Pd e nella affollata super presidiata casa del Cavaliere. Perché è chiaro: è lì che puntano i grillini, alla poltrona del sindaco. Ad ore lo tsunami tour partirà per la “presa di Roma”.
Non a caso qualche ora fa Patrizia Prestipino, assessore provinciale e prima esponente del Pd a candidarsi alle primarie a sindaco, intervistata da Romacapitalenews si dice seriamente preoccupata per la crescita del Movimento 5 Stelle. Dice Prestipino che «se i voti del 5 Stelle si consolidano è probabile che a maggio ci ritroveremmo al ballottaggio delle comunali un candidato grillino». Conclusione della candidata: «E’ chiaro che a questo punto serva un dibattito interno al Pd. Le primarie devono esserci e devono essere aperte». Ma intanto David Sassoli, ex vicedirettore del Tg1, telegiornalista che buca, portato dal Pd franceschiniano già dopo il 2008, chiede di rivedere le regole delle primarie, mentre il rutelliano Gentiloni pare stia mettendo su la sede del suo comitato elettorale. Scaldano i muscoli ma da qualche giorno l’entusiasmo è sceso, esattamente da quando i grillini hanno cominciato a sbancare e il Pd a sbiancare. È accaduto quando sono arrivati i dati di quartieri come Tor Bella Monaca. Risultato storico: solo a metà scrutinio, il 32 per cento al Senato e alla Camera oltre il 34. Secondo partito allora, al 27,46 per cento dopo il Pd incollato al 28, 87. In casa Pdl invece c’è un fermento isterico. Il sindaco uscente non ha pace con un Cavaliere in grande spolvero che di sicuro, rinvigorito dalla rimonta, a questo punto dirà la sua sul caso Campidoglio, come fece nel 2008, quando, sicuro dei numeri delle politiche, a fine campagna elettorale, esternò: «Aiuterò Gianni a cambiare Roma». Alemanno incassò, formalmente si concesse al sorriso, ma in realtà avrebbe preferito quell’autonomia che il Cav certo non concede. Stretto dai sondaggi, il sindaco ora è incalzato dai suoi colleghi di destra che formalmente fanno quadrato e invece giocano a farlo sobbalzare invocando le primarie. Vedi il caso di Giorgia Meloni, la quale con l’esperimento di Fratelli d’Italia alle politiche sta facendo le prove tecniche per la Capitale, con l’ambizione di ricostruire la destra, approfittando della «botta» presa da Storace che da sempre vuole riunire l’ex partito di Fini. S’inserisce nei giochi Umberto Croppi, ex sodale di Alemanno, ex comunicatore della campagna elettorale del 2008, ex assessore alla Cultura, poi in diverbio con il suo amico Gianni che ora tenta di scalzare, forte del potere conquistato durante l’assessorato. Ha già inaugurato la sua location elettorale a Torre Argentina e i suoi manifesti campeggiano in tutta Roma. E poi ci sono i moderati, ormai dispersi, ma con maggiori chance alle amministrative, visto il buon risultato ottenuto ai Parioli, i centristi ridotti all’osso sì ma la lista Monti tra il 7 e l’8. Contano di recuperare terreno su Roma anche politici affermati come Baccini (Cristiano Popolari) che proprio a Intelligonews, prima delle politiche, si era detto favorevole alle primarie e nomi come Ciocchetti (Udc) che esprimeva preferenza per un volto della società civile. E lo stesso Casini, prima della batosta, sempre a Intelligonews, aveva bacchettato il sindaco. Non a caso ieri Matteoli, confermato al Senato per il Pdl, ha lanciato la proposta dei moderai uniti, unica strada per confermare Alemanno.
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