Renzi e la manovra economica all'acqua di rosa. Dove sono le coperture?

28 febbraio 2014, intelligo
di Gianfranco Librandi 
Renzi e la manovra economica all'acqua di rosa. Dove sono le coperture?
La correzione in corsa del Presidente del Consiglio sulle cifre “sparate” in Senato ha generato più di qualche dubbio. La cifra di 100 miliardi è stata veramente troppo grande. La giornata di ieri trascorsa fra dichiarazioni e silenzi imbarazzati degli alleati di governo, in qualche modo ha anche amplificato l’enfasi delle dichiarazioni. Si poteva anche perdonare perché il ruolo è troppo importante e la situazione economica e finanziaria è troppo disastrosa per potersi permettere di buttare tutto nel giro di 24 ore. Passano, però, solo ventiquattro ore, ne scappa un’altra ancora più grossa: 60 miliardi di debiti della pubblica amministrazione pagabili in 15 giorni dalla Cassa Depositi e prestiti. La Cassa Depositi e Prestiti certamente non dispone di liquidità immediate di tali consistenza. Dovrebbe emettere obbligazioni (oggettivamente impossibile) indebitandosi sul mercato, quindi indebitando il mercato per ripianare i debiti della pubblica amministrazione. Ovviamente, le agenzie di rating trovandosi di fronte ad un’emissione così importante di titoli non possono fare a meno di chiamare il giudizio negativo della qualità del debito (per struttura e per destinazione), si chiama downgrading. Dopo quest’operazione di finanziamento, la Cassa Depositi e Prestiti dovrebbe avviare una procedura di acquisto dei crediti di tutti i creditori della Pubblica Amministrazione (in quindici giorni è impossibile) ma per come è strutturato attualmente il regolamento procedurale, prima di acquistare crediti, la Cassa Depositi e Prestiti devrebbe prima di tutto rendicontare tutti i suoi debiti. Calcolando che di 60 miliardi di debiti, quaranta miliardi non sono iscritti a bilancio, andandoli a collocare contabilmente provocherebbero immediatamente l’aumento di tre punti di Pil. Questo fa comprendere l’imbarazzo degli intervistati e i silenzi di Renzi che, comprensibilmente, non può conoscere tutte le dinamiche. Ma chi lo assiste dov’è? Il ministro Padoan deve per forza avergli detto che se la Cassa Depositi e Prestiti dovesse riuscire nella spericolata missione, poi il Governo entro diciotto mesi (regolamento europeo) deve rendere alla Cassa Depositi e Prestiti l’intero importo se non vuole trovarsi a dover contabilizzare i sessanta miliardi come debito pubblico invece che spesa corrente. In buona sostanza Renzi non si è reso conto di avere annunciato una manovra finanziaria senza aver interpellato la commissione bilancio e senza averne chiesto conto al Parlamento. A esser buoni c’è un difetto di comunicazione.
autore / intelligo
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