Da marzo la ricetta medica è elettronica: i possibili svantaggi

28 febbraio 2016 ore 14:32, Adriano Scianca

Da marzo la ricetta medica è elettronica: i possibili svantaggi
Arriva la ricetta “dematerializzata”, ovvero elettronica. A partire dal 1 marzo, infatti, inizierà il percorso per sostituire i classici “blocchetti rossi” del dottore e fare tutto via internet: per prescriverci un farmaco, il medico si collegherà a un sistema informatico che sarà consultabile anche dal nostro farmacista. Il passaggio sarà comunque graduale. Per ora, infatti, riceveremo dal dottore un piccolo promemoria da consegnare al bancone della farmacia, che permetterà di recuperare la nostra prescrizione anche in caso di malfunzionamenti del sistema o assenza di linea internet. Ma è solo una fase di passaggio, quando il sistema andrà a regime anche questo foglietto sparirà, la procedura sarà tutta, integralmente informatica. Si tratta di un traguardo tagliato con una certa lentezza: la legge è del dicembre 2015, ma recepisce un decreto di più di tre anni fa.

Ma non manca chi fa notare gli aspetti controversi della riforma. Il Segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo polemizza: “Qualcuno ha confuso gli studi medici con quelli dei Caf, vista la mole di dati anagrafici, codici di esenzione dai ticket, adesso anche quelli di erogabilità e appropriatezza e quant'altro dovremo verificare. E in più il medico non potrà più contare sul supporto dell'assistente di studio nella velocizzazione delle procedure di ricettazione, e ci saranno complicazioni anche nelle procedure di coinvolgimento del sostituto medico che per il momento salvo eccezioni (Campania) dovrà continuare ad utilizzare la ricetta rossa. In conseguenza di ciò il rischio è che tutti gli oneri ricadranno sul titolare, con un aggravio di lavoro che significa tempo tolto alle visite e attese più lunghe per gli assistiti”.

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