Gli onorevoli nominati hanno un ‘mantra’: vade retro … preferenza

28 gennaio 2014 ore 13:03, intelligo
Gli onorevoli nominati hanno un ‘mantra’: vade retro … preferenza
di Francesco Martire.
Incertezza, sgomento, paura, si colgono sui visi dei parlamentari italiani da qualche tempo sugli schermi tv, trasversalmente ai due sessi. Come mai? Probabilmente per effetto delle decisioni della Consulta del 4 dicembre scorso in materia elettorale abbattutesi come saette a rovinare un “tranquillo week-end” divenuto di “paura” per il Parlamento Italico. Non c’è da allarmarsi? Invece si! Poiché tra le pieghe delle motivazioni dell’Alta Corte, acquattata come una belva nel fogliame, prepara il suo attacco una predatrice micidiale chiamata “preferenza”! Hai voglia a dire: “è questo che vogliamo” nei talk-show , tutti “chiacchiere e preferenza”… (e chi ci crede !) , la prospettiva di andare a dibattersi come “trote tra i sassi di un fiume” nelle contrade e nei sobborghi dei collegi elettorali per acquisire le “preferenze” come si faceva un tempo. “Casa per casa” non è una passeggiata di salute e gli onorevoli interessati ne immaginano le conseguenze. Evidenziamone alcune: 1) Un più serrato contatto personale inevitabile con i cittadini elettori subendone le critiche e gli umori. 2): il turbamento di promettere un posto di lavoro che si sa di non poter mai dare alla stragrande maggioranza dei richiedenti. 3): il rischio di scontrarsi con le intemperanze delle opposte tifoserie i cui militanti, se ingrugniti e zotici, ti strappano in faccia brochure e ‘santini’ col contorno di offese, sputi e minacce. 4): stress in quantità industriale. 5): distacco prolungato dalle famiglie. Insomma ,“lacrime e sangue “ per dirla alla Churchill , tutto vero. D’altra parte il fare politica in prima persona è una scelta, magari ambita, per via dei lauti compensi ma se arrivasse la preferenza guastafeste, le campagne elettorali tornerebbero ad essere un incubo per chiunque si gettasse nell’agone! Figuriamoci per coloro che hanno affinato il palato al modello dei “nominati nelle liste bloccate” dove si diventa candidati “tranquilli standosene sulla riva, al di qua dei marosi” come scriveva Orazio.
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