Da Malibù alla Sicilia, la Testa di Ade torna a casa grazie a un ricciolo blu

28 gennaio 2016 ore 7:40, Micaela Del Monte
Barbablù farà rientro in Italia il 29 gennaio, per essere restituito alla sua terra di origine, la Sicilia. La Testa di Ade (detta appunto anche Barbablù) torna quindi in Italia. Il John Paul Getty Museum di Malibu ha restituito l'opera dallo straordinario valore artistico alla presenza del Console Generale d'Italia a Los Angeles, Antonio Verde, e delle Autorità giudiziarie e di polizia italiane. 

Ritrovata in scavi di frodo attorno al santuario di San Francesco Bisconti a Morgantina, nella zona di Enna, alla fine degli anni '70, la scultura venne esportata illecitamente e quindi venduta al museo nel 1985 dal collezionista newyorkese Maurice Tempelsman per 500mila dollari. La testa in terracotta, di epoca ellenistica, leggermente più grande delle dimensioni normali di una testa, rappresenta probabilmente il Dio Ade, divinità legata al culto di Demetra e Kore, particolarmente presente nell'interno della Sicilia. 

Da Malibù alla Sicilia, la Testa di Ade torna a casa grazie a un ricciolo blu
L'identificazione del reperto come proveniente dal sito di Morgantina è stata reso possibile dal confronto con altri materiali e frammenti ritrovati negli scavi di frodo di San Francesco Bisconti, che hanno rivelato quindi compatibilità con la testa del museo californiano. Tutto è infatti partito da un ricciolo di ceramica blu, ritrovato a Morgantina. Da quel frammento gli archeologi del Museo archeologico di Aidone sono riusciti ad accertare la provenienza della Testa di Ade, nota anche come “Barbablù” per via delle consistenti (e rarissime) tracce di policromia, rosso mattone nei capelli e blu nella barba. Nel 2014 il sostituto procuratore della Repubblica Francesco Rio ha effettuato una rogatoria internazionale. Il Getty ha espresso immediata disponibilità alla restituzione. 

Lo stesso museo nel 2011 aveva restituito – questa volta dopo un contenzioso durato anni – la celebre Venere di Morgantina, ora esposta nel museo di Aidone. 

"Dobbiamo soprattutto all'impegno e alla competenza degli archeologi italiani - ha precisato con fierezza il Console Generale Antonio Verde - se da un ricciolo di ceramica blu ritrovato tra i resti degli scavi di frodo a San Francesco Bisconti si è potuta accertare la provenienza della testa dello stesso caratteristico colore custodita al Getty".
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