Mari e fiumi "potabili"? Tutto grazie al polisolfuro di zolfo-limonene

28 gennaio 2016 ore 8:33, Micaela Del Monte
Un nuovo modo per depurare l’acqua sia dei fiumi che dei mari, un nuovo modo di impiegare bucce d’arancia e gli scarti della produzione del petrolio. La sorprendente scoperta è stata fatta dai ricercatori della Flinders University di Adelaide in Australia ed è stata pubblicata sulla nota rivista scientifica Angewandte Chemie.

Mari e fiumi 'potabili'? Tutto grazie al polisolfuro di zolfo-limonene
Gli studiosi australiani hanno infatti sperimentato con successo che il mix tra le bucce d’arancia e gli scarti della produzione del petrolio produce un polimero che riesce a “magiare” il tanto temuto mercurio presente in grandi quantità nelle acque sia dei mari che dei fiumi ed anche in tanti acquedotti. Oltre 60 milioni di tonnellate di zolfo vengono prodotti ogni anno come sottoprodotto della raffinazione del petrolio e più di 70 mila tonnellate di limonene sono isolate ogni anno dalla scorza d'arancia; produrre il polisolfuro di zolfo-limonene è dunque anche poco costoso, un motivo in più per motivare il suo uso per il risanamento ambientale. 

Ma come funziona?  Il zolfo-limonene funge da collante con il mercurio, impedendone la diffusione in acqua e suolo. L'obiettivo dei ricercatori è quello di utilizzare il polimero come rivestimento per tubi o filtri idrici, al fine di rimuovere il metallo. L'operazione potrebbe essere realizzata anche su larga scala, grazie all'azione di estesi "letti" di polimero. Il team di ricerca intende utilizzare il polimero comerivestimento per tubi o filtri per l'acqua, al fine proprio di rimuovere il mercurio. 
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