Shoah, Mattarella fa Memoria e "copia" Napolitano contro i nazionalismi

28 gennaio 2016 ore 11:06, Americo Mascarucci
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha approfittato delle celebrazioni del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio degli ebrei da parte dei nazisti per lanciare un appello forte contro il risveglio dei nazionalismi che sta interessando tutta l’Europa. "Auschwitz ci ricorda di quali orrori può essere capace l’uomo - ha detto il Capo dello Stato - e non bisogna sottovalutare che anche adesso teorie aberranti, odio e fanatismo spargono sangue innocente in tante parti del mondo". Il riferimento all’Isis ovviamente non è puramente casuale ancora di più se si pensa che per certi versi i miliziani del Califfato stando andando anche oltre il nazismo. 
Mattarella prosegue dicendo: "La costruzione dell’Unione Europea, la nuova Europa della pace e della democrazia rappresenta la risposta politica, storicamente più importante, a tutto questo e la coscienza del genocidio è stata uno dei motori fondamentali del processo di convergenza tra Paesi democratici. Adesso proprio la stessa Europa - lamenta Mattarella - manifesta affanno di fronte a sfide nuove e impegnative. Ma la nostra storia, la Shoah, ci dicono che il nazionalismo di ritorno non ci proteggerà dalle nuove insidie. E' un'illusione alzare muri e ricercare negli stati nazionali un' inverosimile sovranità perduta. I nazionalismi - ha spiegato il Capo dello stato- generano diffidenza, rivalità crescenti contrapposizioni, rivalità. Una china pericolosa che abbiamo vissuto nel Novecento e alla quale statisti illuminati hanno contrapposto l’integrazione europea". 
Shoah, Mattarella fa Memoria e 'copia' Napolitano contro i nazionalismi
La convinzione che il nazionalismo generi egoismo e intolleranza può anche essere condivisibile ma resta sempre il fatto che i nuovi nazionalismi che Mattarella considera pericolosi al punto da evocare il rischio di nuovi nazismi, è provocato in primo luogo proprio dal fallimento di quell'integrazione europea cui si fa riferimento con particolare insistenza. Un'integrazione europea che ha portato l'Europa a diventare una sorta di "esattore" o di rigido controllore delle politiche economiche degli Stati imponendo misure di rigore e di austerità che hanno dato luogo al radicamento e allo sviluppo di quegli stessi nazionalismi tanto deprecati.
Una posizione quella di Mattarella che sembra perfettamente in linea con quella del suo predecessore Giorgio Napolitano che in una recente intervista al quotidiano "La stampa"  ha dichiarato: "Bisogna essere convinti e tenere una linea europea lungimirante: non c'è Stato nazionale europeo, anche il più potente ed efficiente, che possa contare — e nemmeno salvarsi — da solo nel mondo di oggi. Quel che conta è l'Europa delle culture, non delle nazioni chiuse in se stesse. Guai se si ritorna al passato. Il nazionalismo è la guerra!". Intanto però l'Europa continua a restare quella di sempre, la maestra severa ed intransigente brava solo a dare i "compiti a casa", 
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