Unioni civili, Ceccanti: "Vi spiego il Ddl Cirinnà dal punto di vista della costituzionalità: c'è"

28 gennaio 2016 ore 12:13, Lucia Bigozzi
“Nessun profilo di incostituzionalità, il ddl si muove in linea con il dettato della nostra Carta”. Parola di Stefano Ceccanti, costituzionalista, intercettato da Intelligonews mentre al Senato sta seguendo il dibattito sulle pregiudiziali di incostituzionalità presentate dalle forze politiche contrarie al testo. Il docente universitario spiega perché e sul controverso punto della stepchild adoption sottolinea un aspetto che non collide con la Costituzione.

Da tecnico, sono validi o no i rilievi di incostituzionalità su alcuni punti del ddl Cirinnà?

«Chi ha presentato le pregiudiziali lo fa su due argomenti».

Quali? 

«Il primo è quello secondo cui il testo della legge equiparerebbe le unioni civili alla famiglia. In realtà il testo non lo fa e a mio avviso è stata fatta un po’ di confusione su cosa dice la sentenza della Corte Costituzionale del 2010. Ma la sentenza non parla di equiparazione, dice che le unioni civili sono una cosa diversa dal matrimonio anche se non esclude che su qualcosa di particolare possano avere un trattamento identico. E’ un problema di ragionevolezza: in alcuni casi trattamenti diversi, in altri uguali. Secondo me, il ddl si muove su questa linea e non presenta profili di incostituzionalità». 

Il secondo argomento? 

«Si sostiene che non c’è stato esame in Commissione sull’ultimo testo. In realtà, il tempo previsto per il confronto in Commissione non è su un testo specifico, bensì sul tema, sull’argomento. Quel testo è stato modificato quattro volte proprio per tenere conto delle obiezioni sollevate. Se noi dovessimo considerare i tempi del dibattito in Commissione a decorrere dalla nuova versione del testo, noi diremmo che allora il confronto non serve a nulla perché non si può aggiornare il testo all’infinito. Quindi, mi sembra che non funzioni neanche questo secondo rilievo ai fini della costituzionalità».

Eppure dal Colle nei giorni scorsi erano filtrate perplessità sul profilo di costituzionalità in particolare sul controverso articolo della stepchild adoption. Qual è la sua valutazione?

«Su questo girano interpretazioni diverse ma non mi sembra che fossero orientate sulla stepchild adoption. Noi abbiamo due parametri di riferimento, ovvero le sentenze della Corte Costituzionale, la 138 del 2010 e la 170 del 2014 che non parlano di adozione; quindi da questo punto di vista mi pare difficile che il Quirinale possa manifestare perplessità sul punto specifico proprio perché la Consulta non si è pronunciata su questo. Va ricordato inoltre che nel ddl Cirinnà è prevista solo la stepchild adoption relativamente all’adozione interna, cioè relativa alla tutela del figlio che già è nella coppia. Dopodichè uno può essere contrario nel merito ma dal punto di vista della costituzionalità, il ddl è perfettamente in linea con il dettato della nostra Carta»
autore / Lucia Bigozzi
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