Statue sereni con Rouhani, il cerimoniale "va premiato" per Librandi di Scelta Civica

28 gennaio 2016 ore 12:14, Americo Mascarucci
Sarebbero due i funzionari al momento "sotto accusa" per la storia delle statue coperte in occasione della visita a Roma del presidente iraniano Rohani.
Si tratterebbe del capo del Cerimoniale di Stato della presidenza del Consiglio, Ilva Sapora e del Sovrintendente ai Musei capitolini, Claudio Parisi Presicce. 
Quest'ultimo in particolare sarebbe finito nell'occhio del ciclone per la dichiarazione resa in seguito alle critiche di "eccesso di zelo" avanzate dal Premier Matteo Renzi e al "nessuno mi ha informato" del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Entrambi si sono detti estranei alla vicenda facendo chiaramente intendere che nessun ordine al riguardo sarebbe giunto da Palazzo Chigi o dal Ministero.
Statue sereni con Rouhani, il cerimoniale 'va premiato' per Librandi di Scelta Civica
Una scelta autonoma e discutibile della Sovrintendenza? "Delle opere coperte chiedete a Palazzo Chigi, la scelta non è dipesa da noi" si era difeso Parisi Presicce il quale per tutta risposta si è visto convocato dal commissario straordinario del Campidoglio Francesco Paolo Tronca dal quale sarebbe arrivata una severa "tirata d'orecchi". 
Stando a quanto riporta  il quotidiano Il Messaggero Iolanda Rolli, vice di Tronca, avrebbe ricordato a Parisi Presicce come sui Musei e il patrimonio viga il Codice dei Beni culturali per cui qualsiasi modifica all'allestimento richieda per legge il nulla osta del Segretariato dei Beni culturali. Autorizzazione del Ministero che non c'è stata e che non sarebbe stata neppure richiesta. Sembra che prima della visita di Rohani siano stati compiuti quattro sopralluoghi per studiare il percorso, con Parisi Presicce, la responsabile eventi Antonella Magagnini, e naturalmente il capo del cerimoniale del Campidoglio, Francesco Piazza. Con loro, funzionari del Cerimoniale di Palazzo Chigi e della Farnesina. Era proprio tanto difficile individuare dei percorsi alternativi?
Per quanto riguarda invece Ilva Sapori capo del Cerimoniale di Stato della Presidenza del Consiglio contattata dal Corriere della Sera pare abbia educatamente declinato l'invito a rilasciare dichiarazioni. Eppure quel "rivolgetevi a Palazzo Chigi" del sovrintendente Parisi Presicce sembrerebbe riferito proprio a lei. 

Intanto sul caso è intervenuto il deputato di Scelta Civica Gianfranco Librandi che ha proposto una promozione per Ilva Sapora:
"Nella polemica sulle statue coperte - dichiara Librandi - io sto dalla parte del cerimoniale di Palazzo Chigi che ha dimostrato sensibilità e professionalità nell'accogliere il presidente dell'Iran Rohani. E alla dirigente Ilva Sapora darei una promozione, altro che licenziamento. Anche grazie a lei la visita della delegazione iraniana si è rivelata un successo straordinario, che ha garantito alle nostre imprese un business da 17 miliardi di euro. Questo vuol dire - prosegue Librandi - promozione del made in italy in un nuovo mercato che si apre dopo la fine delle sanzioni a Teheran e più posti di lavoro per i nostri giovani. Nelle aziende italiane quando si accolgono ospiti di religione diversa, per esempio quella islamica - fa sapere ancora l'esponente di Sc - gli uffici commerciali fanno di tutto per metterli a loro agio, evitando di servire vino o carne di maiale a tavola. Per ospiti di altre religioni, come quella indù, si hanno altri tipi di attenzione. Non si tratta di sottomissione ma di ospitalità e rispetto. E devo dire che questa ospitalità e questo rispetto sono ricambiati quando noi andiamo da loro". 
Premesso ciò Librandi conclude: "Chi sta polemizzando sulle statue coperte non ha mai fatto business e probabilmente nella sua vita ha viaggiato anche poco. e avendo anche poco da fare accende queste inutili polemiche. Più in generale come dimostra anche il licenziamento del dirigente Rai che ha anticipato di qualche secondo il countdown di capodanno (un errore grave ma non tale da giustificare la perdita del lavoro) in Italia si sta assistendo ad un clima giustizialista attribuibile, questo sì, più a un regime illiberale e totalitario che a un paese democratico e occidentale. Ritroviamo la ragionevolezza". 

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