Cirinnà, Brandi (ProVita): "E' incostituzionale. Renzi, se la legge passa, la piazza si ricorderà"

28 gennaio 2016 ore 12:43, Lucia Bigozzi
“Il ddl Cirinnà va contro la Costituzione sull’equiparazione col matrimonio e perché limita la libertà di espressione e di religione che, invece, la nostra Carta garantisce”. Dal versante opposto a quello di Ceccanti, il presidente di ProVita Toni Brandi rivendica le ragioni per cui il popolo del Family Day torna in piazza. Con un messaggio molto chiaro, per Renzi e il referendum sulle riforme costituzionali che scandisce nell'intervista a Intelligonews. 

Il costituzionalista Ceccanti a Intelligonews spiega perché il ddl Cirinnà è in linea con la Costituzione. Controreplica?

«Uno: creando un regime identico al matrimonio si va contro l’articolo 29 della Costituzione. Due: la legge Cirinnà è discriminatoria, ad esempio, nei confronti di persone come gli ufficiali di Stato civile che dovranno svolgere funzioni contrarie ai propri principi morali. Quindi, il testo è incostituzionale in quanto è limitativo della libertà di espressione e della libertà di religione, ambedue costituzionalmente garantite»

Come valuta il rinvio della discussione in Aula al 2 febbraio ottenuto dal senatore Centinaio della Lega?

«Molto positivamente perché il milione o i milioni di persone al Family Day dimostreranno che il popolo italiano ha ancora buon senso e, probabilmente, Renzi vuole guardare alla piazza perché se la legge Cirinnà dovesse passare, questo popolo se ne ricorderà al momento del referendum sulla riforma costituzionale»

Tuttavia la Lega ha ritirato il 90 per cento delle migliaia di emendamenti presentati. Lo ritiene un punto a vostro sfavore nella tempistica parlamentare?

«Non lo sapevo, ma se sono caduti gli emendamenti mi pare una cosa piuttosto grave, perché vuol dire che si accelererà sull’iter nonostante i milioni di persone che vanno in piazza. Aggiungo: si parla tanto di Europa moderna, ma è bene ricordare che esistono 160 Paesi al mondo che sostengono la famiglia tradizionale»

Nella foga dello scontro la piazza del Family Day è stata tacciata di essere una piazza “fascista”; quindi una piazza “chiusa” a chi, magari da sinistra o dal centro intende partecipare. Dica come stanno le cose, una volta per tutte. 

«È una bugia, tipica della propaganda sovietica. Quella del Family Day è una piazza aconfessionale, trasversale, di sinistra, di centro, di destra, di tutte le religioni. E’ il popolo italiani che è stufo della politica, non si sente rappresentato dal parlamento e vuole far sentire la sua voce»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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