Silvio e l'eterno annuncio sul rinnovamento "generazionale" (per le amministrative)

28 gennaio 2016 ore 14:47, Americo Mascarucci
Ventidue anni fa, nel gennaio del 1994 Silvio Berlusconi annunciava ufficialmente la sua discesa in campo con Forza Italia e con tanti volti nuovi che per la prima volta si affacciavano alla politica. 
La novità fu premiata e alle successive elezioni del 27 marzo Berlusconi vinse ed entrò per la prima volta come Premier a Palazzo Chigi. L’ex Cavaliere è oggi convinto che per tornare a vincere serva riscoprire lo spirito del 1994 e soprattutto rinnovare il partito lanciando volti nuovi. 
Peccato che nel mezzo ci siano ventidue anni di politica e almeno una dozzina di governo e soprattutto una nomenclatura di partito niente affatto disposta a farsi rottamare per fare spazio alle giovani leve.
Eppure Berlusconi insiste su questo punto ed è ciò che quasi sicuramente ribadirà anche oggi davanti all’Ufficio di Presidenza di Forza Italia. Sul suo profilo Facebook l’ex Cavaliere ha anticipato alcuni punti del suo intervento che poi sembrano essere quelli di sempre: "Resto in campo perché soltanto con me si può vincere" sarebbe il ragionamento principale di Berlusconi il quale pare convinto di poter riportare Forza Italia almeno al 20%, una percentuale necessaria per tornare a vincere in accordo con una Lega intorno al 15% e Fratelli d’Italia al 5. 
Ma è necessario secondo l’ex Premier procedere ad un profondo rinnovamento promuovendo "una nuova generazione pronta a scendere in campo".  E’ ciò che va ripetendo da almeno due anni senza però riuscire a compiere un passo in avanti sulla strada dell’auspicato rinnovamento a causa pare delle resistenze e diffidenze della classe dirigente azzurra, che anziché favorire questo ricambio sul territorio, non farebbe che azzopparlo. 

Silvio e l'eterno annuncio sul rinnovamento 'generazionale' (per le amministrative)
Intanto la situazione nel centrodestra, al di là dei propositi di riscossa annunciati da Berlusconi, continua a restare "stagnante". In primavera si voterà a Roma e a Milano e il centrodestra non ha ancora indicato i candidati sindaco. A Roma sembra sfumata la candidatura dell’ex sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso e avrebbe ripreso quota quella di Giorgia Meloni leader dei Fratelli d’Italia, anche se Berlusconi non avrebbe ancora scartato del tutto l’ipotesi Alfio Marchini. Stessa situazione a Milano dove il 7 febbraio si terranno le primarie del centrosinistra e si saprà se Giuseppe Sala, ex commissario Expo sponsorizzato da Matteo Renzi sarà il candidato alla successione di Giuliano Pisapia. Nelle altre città la situazione non è migliore, anche qui il centrodestra viaggia nel buio, con la Lega e Fratelli d’Italia che puntano il dito contro gli azzurri cui addebitano i ritardi nella scelta dei candidati. Insomma i progetti e le speranze ci sono ma ciò che mancherebbe è la strategia nel breve periodo. Il centrodesta rischia seriamente di affrontare in affanno le prossime elezioni amministrative e di dover faticare molto per recuperare il gap che sembrerebbe dividerlo dal Pd e dal Movimento 5Stelle. 
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